In marcia fino allo specchio del lago Pratignano
Situato tra due dorsali parallele, il lago Pratignano (1307 m.) è nato dal fenomeno di sdoppiamento di versante, sulla cresta che separa la Valle del Torrente Ospitale da quella del Torrente Dardagna....
Situato tra due dorsali parallele, il lago Pratignano (1307 m.) è nato dal fenomeno di sdoppiamento di versante, sulla cresta che separa la Valle del Torrente Ospitale da quella del Torrente Dardagna. L'itinerario parte dal centro di Fanano presso “i Borghi”" per raggiungere il Centro Visite “Due Ponti” (528 m.) e proseguire poi sulla strada per Serrazzone dove appena oltrepassato il ponte sul Rio Ospitale sulla destra si incontra il sentiero battuto con Segnavia Cai 405-407.
Lungo il percorso si possono osservare alcune forme caratteristiche dell'Appennino come corpi di frana, versanti erosi dall'azione dei fiumi o modellati da antichi ghiacciai, pareti rocciose d'arenaria fino ad arrivare al lago che trae origine da uno sdoppiamento di cresta dovuto ad un terremoto che fece scivolare una parte del Monte Serrasiccia, creando una depressione che funse da base per il bacino lacustre. Dopo un breve tratto i sentieri si dividono a sinistra prosegue il 405 e si giunge a Cà Preda. Per un bosco di castagno il sentiero raggiunge poi Monte Luzzo (868 m.) che sale incontrando la strada asfaltata Serrazzone-Piana della Farnia fino all'antico borgo di Pian della Farnia (1020 m.) da dove si può ammirare un panorama che spazia dal Monte Cimone alla Valle di Ospitale ai paesi di Fanano e Sestola. Da segnalare anche l'abitazione ottocentesca “Cà del Vento”" (1018 m.). L'antico tratturo utilizzato dai pastori che salivano portando le greggi e le mandrie ai pascoli alti è oggi il nostro sentiero che, uscendo dalla vegetazione arborea, offre una successione di panorami rilevanti: la vallata del Torrente Ospitale, i circhi glaciali formatisi dai ghiacciai 10mila anni fa del bastione del Monte Spigolino (1827 m.), le praterie d'alta quota.
Tra i punti panoramici che connotano il percorso, è facile soffermarsi presso quello affacciato sulla frana di Canevare e in corrispondenza di quello sul crinale del Monte Serrasiccia, dal quale si può osservare lo sdoppiamento di cresta che generò il lago: una conduce al Monte Spigolino, l'altra è delimitata dal Cinghio di Mezzogiorno.
Nell'ultimo tratto del percorso poco prima di giungere al lago si possono osservare sulla sinistra affioramenti di torbiditi, formazioni costituite da depositi di strati d'arenaria, con granulometria più o meno grossa, intercalati a strati di argilla e marne e risalenti al periodo che va dall'Oligocene (28 milioni di anni fa) al Miocene (17 milioni di anni fa). Si percorre ora una mulattiera selciata lungo ampie praterie di crinale, si scavalca il Monticello (1251 m.) e con ampio ed interessante panorama sulla Val Ospitale si raggiunge la strada carrozzabile sterrata, con la quale, in breve, si perviene all'estremità settentrionale del Lago Pratignano. Il lago (che ha una profondità massima di 4-5 metri) non possiede immissari né emissari e si colma grazie soltanto all'apporto dell'acqua piovana e di quella di fusione delle nevi. La maggior parte del suo bacino è in via di irreversibile trasformazione a torbiera, tuttavia l'area costituisce un biotopo di grande rilevanza per la presenza di sfagni, equiseti e della rarissima “Drosera Rotundifolia”, minuscola pianta carnivora che secerne una sostanza viscida che attira e intrappola piccoli insetti.
È caratterizzato dalla presenza di un gran numero di libellule e da vari anfibi; è presente anche la tinca. È possibile visitare, con una deviazione che richiede un certo impegno, la Grotta delle Fate, originata da una spaccatura nell'arenaria sul versante bolognese del lago e lunga circa 24 metri. Il rientro può essere fatto per lo stesso sentiero o il Segnavia Cai 407.
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