Sequestrati immobili dei Casalesi
Decisive le rivelazioni del boss Iovine, gli altri edifici sono a Casal di Principe e Aversa
NONANTOLA - Ci sono anche immobili nonantolani nel patrimonio sequestrato ad Antonio Iovine, il boss camorrista che da qualche mese collabora con giudici, polizia e carabinieri e contribuisce a far luce sui patrimoni nascosti del clan dei Casalesi. Nel mirino degli inquirenti ci sono appunto le innumerevoli attività affidate a prestanome e che si nascondono nelle pieghe dell'economia legale generando profitti altissimi e nascondendo capitali sporchi.
Gli immobili sequestrati al boss pentito Antonio Iovine, ex capo dell'omonima fazione del clan dei Casalesi, sono complessivamente sette. Oltre Nonantola ci trovano nei comuni di Aversa (Caserta) e Casal di Principe (Caserta), le roccaforti storiche in cui è nato e prolifera il clan.
E' stato lo stesso Iovine a parlarne nel corso dei suoi primi interrogatori. Uno degli immobili è intestato a Benedetta Borrata, una delle giovani donne che accudiva Iovine da latitante e che è stata arrestata dopo la cattura del boss, avvenuta nel novembre del 2010. L'operazione è stata coordinata dai pm antimafia di Napoli Antonello Ardituro, Cesare Sirignano e Alessandro D'Alessio.
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