Allarme psichiatrico per i lavoratori: 12mila in cura
Nel Modenese la media è superiore del 30% a quella nazionale. Sindacati preoccupati: "Rinforzare gli interventi"
"La crisi ha peggiorato lo stato psicologico dei cittadini modenesi. Lo dimostra l'aumento delle richieste di accesso ai centri di salute mentale". Lo dicono, molto preoccupati, i sindacati confederali di Modena chiedendo di rafforzare gli interventi sul territorio.
"La perdita del posto di lavoro o il calo consistente del reddito per chi è da molto tempo in cassa integrazione causano disagio psicologico e diminuiscono l'autostima- affermano Cgil-Cisl-Uil- il fenomeno, confermato dal peggioramento dell'indice di salute mentale degli italiani rilevato dall'istat, è ancora più diffuso nella nostra provincia (+30% rispetto all'indicatore nazionale). Questo accade perchè le difficoltà economiche risultano più pesanti da sopportare in territori, come il nostro, storicamente contrassegnati da elevati livelli di benessere e alto costo della vita".
Questo tema, insieme ad altri, è stato affrontato nell'incontro che i sindacati hanno avuto con la direzione dell'Ausl di Modena e del dipartimento di salute mentale. In base ai dati forniti dall'Ausl sugli accessi al servizio di salute mentale, risulta che nel 2012 si è rivolto ai centri di salute mentale il 2% circa della popolazione residente; dal 2006 al 2012 il numero dei pazienti trattati è aumentato di 2.833 Unità (da 9.233 A 12.066).
"Su questi dati influiscono probabilmente anche fenomeni di emergenza come il terremoto o l'alluvione. Basti dire - continuano i sindacati- che da inizio anno nel distretto di castelfranco, dove sono stati pesanti i danni per l'alluvione, gli accessi sono aumentati del 30% rispetto alla media di tutta la provincia. Per questo motivo chiediamo di rafforzare l'intervento territoriale del dipartimento di salute mentale". (Dire)
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