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Balzello sulle perdite ecco il modulo per dire di no a Hera

di Saverio Cioce
Balzello sulle perdite ecco il modulo per dire di no a Hera

Sul internet la richiesta-tipo per rinunciare al servizio con l’opzione per aderire: perchè non spedirla agli utenti?
DITE LA VOSTRA:Che ne pensate di questo nuovo balzello?

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Fondo per le fughe d’acqua: che succederà per l’adesione “obbligatoria ma revocabile” imposta da Hera nelle bollette di tutti gli utenti? Chi vuole disattivare da subito il prelievo dei 15 euro annui - che partirà, a rate, in ottobre - può recuperare il modulo stampandolo da internet. Nel sito web dell’azienda di via Razzaboni c’è in bella mostra il foglio che andrà consegnato in originale e debitamente firmato.

Sorpresa: nella richiesta, sotto la stampigliatura “Gruppo Hera” e i dati sul numero del contratto, l’identità del cliente e la lettura del contatore, è scritto con molta chiarezza l’alternativa tra adesione e rinuncia. Il fac-simile del modulo che pubblichiamo qui a fianco, preso per l’appunto dal sito web, è più chiaro di ogni spiegazione.

A questo punto però non si capisce perchè Hera s’intestardisca a imporre a forza l’adesione ai più di 200mila clienti modenesi, costringendo tutti a rincorrere le procedure per la revoca, quando la stessa ditta offre in prima battuta, a chi arriva con il modulo in mano, l’alternativa tra adesione o revoca. Non sarebbe più semplice inviare il modulo allegato a tutte le bollette di ottobre e lasciare agli utenti la possibilità di decidere se aderire o no? Anche perchè, come dimostrato in altri campi, un nuovo servizio a pagamento deve essere richiesto dall’utente, non può essere fornito “in automatico”.

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Si può supporre che in prima battuta sia stato copiato il modulo standard offerto da tutte le aziende multiservizi d’Italia senza adattarlo alla scelta aziendale, che prevede sottoscrizione “obbligatoria” senza consenso espresso, ma con la facoltà di rinunciare: quest’ultima però deve avere la firma in originale e va consegnata direttamente a Hera, con tempi e costi e immaginabili per gli utenti.

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E dire che la polizza contro le perdite d’acqua accidentali dovrebbero essere obbligatorie già da anni. Come spiega la Cisl nell’articolo che pubblichiamo a parte, la norma la prevede, ma Hera è partita solo ora nelle nostre zone applicando solo la modalità del fondo, anzichè quella della polizza assicurativa esterna. Un’opportunità che peraltro viene offerta da molte compagnie al momento della stipula di un contratto per risarcire gli eventuali danni al fabbricato.

Bene, cos’hanno fatto i nostri vicini di casa nella Bassa con Aimag? L’azienda, che serve 200mila abitanti in 21 Comuni, da Carpi sino al mantovano, offre l’adesione a un analogo fondo di garanzia che ha un costo di soli 4,80 euro all’anno. Ma l’aspetto più importante è che Aimag, sempre per fare un esempio tra le ex municipalizzate, è partita con questa sorta di polizza già dal 2001. Per i contratti stipulati prima di quella data ha contattato a uno a uno i clienti, ha spiegato i pregi del fondo chiarendo garanzie e opportunità, e solo dopo la firma ha cominciato ad addebitare i costi in bolletta. E dopo quella data, con i nuovi clienti, ha fatto la stessa proposta al momento di stipulare i contratti, lasciando sempre all’utente la scelta finale se aderire o meno.

Intanto l’azienda multiservizi “aggiusta” il tiro e chiarisce un aspetto che nei primi giorni non era stato preso in considerazione nelle informative sul fondo “volontario ma automatico”. Un utente paga per tre bollette la rata del fondo, poi se ne rende conto e vuole rinunciare. In un primo momento sembrava che le tre rate andassero “perdute”. Ora Hera precisa che l’utente a partire dalla bolletta di ottobre (prima rata), avrà tempo un anno per rinunciare al fondo e riavere indietro i soldi delle rate già addebitate.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

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