Bonaccini e Richetti alla volata finale
Oggi direzione regionale. Il segretario accusato da Balzani: «Sta decidendo i criteri a suo modo per poi candidarsi»
Ci sarà Roberto Balzani, forlivese ed ex sindaco, se le regole delle primarie glielo permetteranno. Ci sarà al «50 per cento» - come ha detto lui stesso - Stefano Bonaccini, anche se ieri non è arrivato l’incarico nazionale all’organizzazione del partito e quindi le sue quotazioni per la candidatura a presidente salgono. Deciderà se esserci in queste ore anche Matteo Richetti, e non è detto che con Bonaccini in campo non possa esserci anche lui in un derby modenese di alto livello. Se invece non ci saranno primarie è perché il partito avrà scelto senza consultazione la figura di Patrizio Bianchi, ferrarese e oggi assessore regionale, al momento il più indicato a fare sintesi nel caso ce ne sia bisogno e si decida che Daniele Manca, sindaco di Imola, non può ricoprire il ruolo di candidato unico perché espressione diretta di Errani e Bersani.
Questo il quadro alla vigilia di una direzione regionale, oggi a Bologna, che proverà a mettere almeno ordine.
Una cosa sola, ad oggi, è certa: le elezioni regionali emiliano-romagnole del prossimo novembre saranno le prime, per il Pd “a vocazione maggioritaria”. L'alleanza di centrosinistra, infatti sarà estremamente ridotta, forse limitata al solo Centro democratico. Non ci sarà Sel: alla direzione nazionale il premier, e segretario del partito Matteo Renzi ha infatti chiuso ad ogni alleanza futura con il partito di Nichi Vendola. Il primo effetto sarà che, con tutta probabilità, il Pd in Emilia-Romagna non avrà al suo fianco quello che negli ultimi anni è stato il suo alleato storico e più importante. «Vinceremo le elezioni regionali anche senza di loro - ha detto Renzi - perchè non abbiamo bisogno di esser ricattati sulla base dei voti. Se uno mi accusa di aver stuprato la Costituzione e di essere l'emblema della deriva autoritaria, io un'alleanza non ce la farei».
Questo non significa, ha spiegato Renzi, mettere in discussione le giunte comunali dove Pd e Sel governano insieme. «Se tra noi c'è qualcuno che dice che dobbiamo mandare al voto un Comune perchè siamo in maggioranza con Sel è matto», ha precisato. Oggi, appunto, la direzione regionale del Pd fisserà la data delle primarie (dovrebbero essere il 21 settembre) e ne approverà il regolamento. Si tratterà di primarie di coalizione anche se, alla luce dello stop a Sel, sarà una coalizione molto particolare, dove l'egemonia del Pd sarà ancora più marcata che in passato. Oggi, comunque, la commissione che in queste settimane ha lavorato per definire le regole proporrà alla direzione nazionale la data del 21 settembre. Secondo la bozza di regolamento, che sarà ancora limata in queste ore, si prevede che chi vorrà candidarsi dovrà presentare le firme entro i primi giorni di settembre. Per gli esponenti del Pd servirà o il 35% dei componenti dell'assemblea regionale o il 10% (anzichè il 20%) degli iscritti: un numero comunque elevato, che si aggira sui 7-8mila. L'obiettivo di questa soglia è quello di evitare candidature «velleitarie», ammettendo alla partita solo candidati che hanno una rappresentatività e reali possibilità di vittoria. I candidati del Pd potranno quindi essere, ragionevolmente, non più di due o tre. Una soluzione contro la quale si è scagliato Roberto Balzani, ex sindaco di Forlì, candidatosi alle primarie. «Il segretario del Pd Emilia-Romagna (Stefano Bonaccini, ndr), che è anche al 50% candidato, sta predisponendo le sue regole: primarie di coalizione, anche se la coalizione non c'è, non essendovi programma e neppure, allo stato dell'arte, candidati di coalizione alternativi a quello/quelli del Pd, con regole un pò ammorbidite ma sempre dure, in modo da rendere accidentato il percorso di outsider interni». Dalla direzione nazionale di ieri un’altra certezza: Matteo Renzi non rimpasterà subito la sua segreteria Pd ma ha deciso di rimandare la faccenda a dopo l'estate. Salta al momento l'incarico a Bonaccini, che secondo i rumors avrebbe dovuto ereditare l'organizzazione del partito nazionale pur restando in squadra come responsabile degli enti locali ed è ora più libero di andare verso viale Aldo Moro.
@dvdberti
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