Facchinaggio, Bgroup diventa un modello
L’azienda con sede anche a Modena firma un contratto senza precedenti contro l’illegalità
Non sempre il facchinaggio è necessariamente sinonimo di illegalità e irregolarità.
Ne è un esempio la Bgroup, azienda attiva nella logistica delle merci per i grandi marchi della moda, con otto stabilimento in tutto il mondo, cinque in Italia tra Modena, Reggio Emilia, Modena e Veneto e altri tre in Asia, per un totale di 60mila capi di abbigliamento movimentati all'anno. L'azienda ha firmato un accordo senza precedenti nel settore della logistica e del facchinaggio, che coinvolge a livello nazionale circa 400 lavoratori L'imprenditore Luciano Beretti con la sua Bgroup, dunque, ha firmato con i sindacati un'intesa che prevede, a partire dal primo ottobre, che in tutti i magazzini entrerà in vigore un cosiddetto “contratto di rete”, in base al quale la stessa azienda committente (la Bgroup mette a disposizione i suoi 150mila metri quadri di magazzini a cooperative di logistica) ha deciso di assegnare commesse solo ai soggetti che garantiscono una applicazione “integrale e inderogabile” dei contratti nazionali del settore.
Nello specifico si tratta quindi del contratto nazionale merci logistica, rinnovato l'1 agosto 2013 dai sindacati Cgil-Cisl-Uil (ma ancora non sottoscritto dalla cooperazione) per una parte dei lavoratori, e di quello dell'industria tessile per gli addetti che svolgono mansioni complementari allo spostamento delle merci.
Fino ad oggi invece, mentre alcuni dei 400 lavoratori Bgroup godevano del contratto del tessile, gli altri erano inseriti mediante gli appalti con la tipologia del “multiservizi”, significativamente peggiore in termini di retribuzione e diritti. Proprio la disparità di trattamento tra gli addetti Bgroup e le mensilità arretrate dovute dalle ditte appaltatrici ad alcuni dei 150 lavoratori dello stabilimento di Rolo, hanno portato allo sciopero dei lavoratori reggiani, a seguito del quale, lo scorso lunedì, si è arrivati alla firma dell'intesa.
«Bgroup- commentano i sindacati - decide di stare sul mercato in trasparenza e rispettando la legalità, e applicando i contratti nazionali in toto e senza deroghe. Per noi è bollino verde. È un passo in avanti nella giusta direzione e traccia un modello di contrattazione che dovremmo applicare a livello nazionale perché contrattare cooperativa per cooperativa rende più difficoltoso chiudere il ciclo».
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