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Fondazione Cresci@mo: spaccatura in consiglio

Fondazione Cresci@mo: spaccatura in consiglio

Cavazza: «Il governo resta all’amministrazione». Querzè: «Tra sette anni non esisteranno scuole comunali». Scardozzi: «Il Comune assuma insegnanti»

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È arrivata la scuola in consiglio comunale ed è arrivato il primo vero scontro della legislatura. Sul tavolo il passaggio di due scuole materne all’interno della Fondazione Cresci@mo, dove già ci sono altre cinque scuole da ormai due anni.

Le parole più forti sono arrivate, guarda caso, dall’ex assessore e oggi consigliere comunale Adriana Querzè: «Farlo adesso, che non c’è urgenza, significa mettere la parola fine alle scuole comunali e solo chi non sa cosa sono le scuole dell’infanzia a Modena può andare in questa direzione. Oggi si avvia il percorso di estinzione delle scuole materne modenesi: avanti così e di questo passo, tra circa sette anni, non ci sarà più nemmeno una scuola in capo al Comune di Modena. Fa specie che la Fondazione Cresci@mo oggi sia il bene e fino a ieri sia stata il male. Chiedo al Comune di fare un passo indietro e di fermarsi a riflettere».

La consigliera del Movimento Cinquestelle Elisabetta Scardozzi punta l’indice anche contro le scelte che, conseguentemente, questa decisione porta. Il problema sono i contratti e la scelta del personale: «Chiediamo piuttosto che oggi vengano stabilizzati otto insegnanti nelle scuole comunali e che il resto dei posto sia coperto da personale supplente chiamato secondo la graduatoria esistente. E a proposito di graduatoria chiediamo che venga bandito un concorso per avere a disposizione una nuova graduatoria per i prossimi anni».

Paolo Trande, capogruppo del Pd, ha provato a tendere la mano alla Querzè, rimarcando la necessità di un progetto a lungo termine sull’istruzione «ci sono ancora 22 scuole comunali - Trande conta anche le 7 in Fondazione - su 61» e soffermandosi anche sul «chiaro risparmio che l’amministrazione può portare a casa». Secondo le stime dell’amministrazione si tratta di circa 50mila euro per ogni scuola. «Non dimentichiamo - prosegue Trande, dopo che il Pd ha cucito l’accordo con Sel non senza difficoltà - che si stabilizzano a tempo indeterminato 14 persone e allo stesso modo diamo la possibilità ad altri precari di altri settori dell’amministrazione di essere stabilizzati». Il consigliere Giuseppe Pellacani dell’Udc pone il tema del sistema scolastico nel suo complesso: «C’è, infatti, un difetto congenito: il maggior costo del servizio reso dal Comune. Se questo è pari a 1, con l’esternalizzazione si passa allo 0,7, con il privato addirittura allo 0,5, tutto a parità di qualità. Questo modello gestionale è una esternalizzazione di facciata, finta, non di sostanza, che non assicura grandi risparmi e che in concreto serve solo a facilitare le assunzioni di personale».

Il primo a “tirare una riga” è il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, che ci ha tenuto a puntualizzare una cosa: «Noi teniamo alle nostre scuole e non stiamo mettendo fine alle scuole comunali».

Nel merito è entrato l’assessore Gianpietro Cavazza: «La Fondazione, il cui governo è per statuto in capo al Comune e che assume tra le proprie finalità il coinvolgimento, la partecipazione e la collaborazione delle famiglie, oltre che la partecipazione dei dipendenti - spiega Cavazza - si presta bene a essere uno dei luoghi in cui sperimentare e verificare soluzioni nuove per aumentare le competenze dei docenti nei confronti di tutti i bambini, normodotati e disabili, italiani e stranieri, e per far crescere le capacità educative dei genitori, sempre in relazione con il resto dell’offerta comunale e non. E affinchè la Fondazione Cresci@amo possa essere appieno una risorsa, occorre individuare la dimensione adeguata per consentire economie di scala e per rapportarsi con il complesso sistema educativo della nostra città».

Davide Berti

@dvdberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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