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Presidio a Milano, Coca Cola non cede

di Felicia Buonomo
Presidio a Milano, Coca Cola non cede

Presenti anche i modenesi ma l’incontro presso Assolombarda non ha dato esiti favorevoli. Chiesto un piano sociale

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Un presidio a Milano davanti alla sede di Assolombarda, presente anche una delegazione di lavoratori modenesi, per chiedere il ritiro delle procedure di mobilità aperte improvvisamente dalla multinazionale Coca Cola, mentre all'interno i sindacati discutevano. Prosegue ininterrotta la vertenza che ha investito i lavoratori del noto marchio alimentare, il cui piano di razionalizzazione ha portato all'apertura di 249 procedure di mobilità oltre che all'annuncio della chiusura di Campogalliano, con conseguente mobilità per tutti i 57 impiegati della struttura modenese. L'azienda dà come motivazione ufficiale il calo delle vendite, conseguente al calo dei consumi (anche se nel 2013 gli utili registrati dalla multinazionale in Italia sono stati pari a poco più di 72 milioni di euro). I sindacati chiedono a gran voce il ritiro della mobilità «e un piano sociale di lungo periodo – sono state le dichiarazioni della parte sindacali prima di entrare in Assolombarda ieri per il nuovo confronto con l'azienda – che preveda incentivi economici per chi aderisce volontariamente al piano mobilità con possibilità ricollocazioni».

Per quanto riguarda Campogalliano il futuro non sembra essere roseo, anche se martedì e giovedì prossimo sono previsti altri due incontri a Bologna (presso una sede Coca Cola), dove i sindacati si aspettano di conoscere i contenuti di un piano sociale che, si spera, possa scongiurare il peggio. Difficile immaginare che la chiusura della sede venga scongiurata, ma la speranza è che si arrivi al ritiro delle procedure di mobilità, per sostituirle eventualmente con procedure su base volontaria, oltre che soluzioni come il telelavoro (su cui l'azienda ha dimostrato anche una vaga apertura), trasferimenti e ricollocazioni. Certamente le ipotesi sul piano sono complicate, visto che molti dei 57 impiegati sono donne di giovane età, molte anche con figli al di sotto dell'anno di età. E anche per gli agenti commerciali un piccolo coinvolgimento tra Modena e dintorni esiste.

Dei 249 esuberi, infatti, qualche decina sembra possa interessare le regioni Emilia Romagna, Marche e Toscana, che fanno capo alla sede di Campogalliano, anche se si tratta di agenti non fissi in sede, ma solo formalmente legati alla struttura modenese. I lavoratori, insieme ai sindacati, hanno proclamato un pacchetto di 16 ore di sciopero; le prime otto sono state già effettuate ieri. Per le restanti molto dipenderà dall'esito degli incontri. Martedì il primo, giovedì l'altro, già fissati. E mercoledì una assemblea dei lavoratori, dove probabilmente verranno decise ulteriori iniziative di lotta.

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