Si incatenano ai map «Cacciati, ma senza casa»
NOVI. Momenti di tensione nel tardo pomeriggio di ieri ai moduli abitativi temporanei in via del Commercio. Una famiglia di tre persone composta da madre e due figli – Santa Nutile con i figli...
NOVI. Momenti di tensione nel tardo pomeriggio di ieri ai moduli abitativi temporanei in via del Commercio. Una famiglia di tre persone composta da madre e due figli – Santa Nutile con i figli Daniele Vita, 23 anni e Valentina De Rosa, 22 - si è incatenata davanti alla “casetta”, al civico 39, dove vive dopo che il terremoto del 2012 ha reso inagibile l’abitazione dove stavano in affitto. I tre hanno minacciato di protestare anche con una tanica di benzina contro l’ordinanza di sfratto emanata dal Comune. Dalle testimonianze dei residenti del Map, infatti, il Comune avrebbe ordinato di rientrare perché l’abitazione dove vivevano prima del sisma sarebbe ritornata agibile.
Tuttavia, il proprietario della casa, stando al racconto della famiglia, l’avrebbe affittata ad altri. Di qui l’impossibilità di farvi rientro. La situazione è aggravata ulteriormente dal fatto che nessuna delle tre persone che occupano la casetta lavora e, nonostante, il Comune abbia offerto loro delle soluzioni abitative alternative in cambio di un canone pari a 400 / 500 euro, la famiglia non ha la possibilità di pagare un affitto così alto .
A corredo della protesta, i terremotati residenti nei Map hanno redatto cartelli appesi alla porta con scritte come: “Terremotati, sfrattati, disoccupati, vergogna”. Verso le 19 di ieri sono arrivati alcuni vigili urbani per cercare di parlare con la famiglia e trovare una soluzione. «Non vogliamo spostarci da qui, - dicono Santa e i figli – La nostra casa è occupata, perché il proprietario l’ha affittata e noi non sappiamo dove andare. Le soluzioni alternative che ci hanno proposto sono tutte costose: non possiamo permetterci di pagare tanti soldi per andare via di qui. Noi chiediamo un aiuto». Del caso specifico è stato interessato anche il senatore Carlo Giovanardi, che è stato avvisato telefonicamente di quanto stava succedendo da un amico della famiglia. Intanto la famiglia ha ottenuto di poterne discutere in un prossimo incontro in municipio.
Serena Arbizzi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
