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Sorpresa Smeraldi: ora comanda in Unione

Sorpresa Smeraldi: ora comanda in Unione

Vignola. Il sindaco civico “incoronato” dal Pd. «La coesione è fondamentale per migliorare i servizi»

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VIGNOLA. Incrociando le dita, dovrebbe partire sotto i migliori auspici la nuova Unione “Terre di Castelli”, frutto del nuovo assetto politico che è emerso dalle votazioni comunali. Ieri sera, nel municipio di Vignola, si è insediato infatti ufficialmente il nuovo consiglio, con il sindaco Mauro Smeraldi che è diventato il nuovo presidente dell’Unione, raccogliendo lo scettro dal sindaco di Savignano Germano Caroli (il quale ha svolto la funzione di presidente temporaneo negli ultimi due mesi). Francesca Cassanelli, consigliere comunale di Castelnuovo in quota al Pd, è stata invece nominata presidente del consiglio.

La parola d’ordine della nuova assemblea, dunque, sembra quella di una ricerca di concordia tra comuni Pd e non Pd, con l’obiettivo di “fare squadra” di fronte agli altri enti e alle società fornitrici di servizi.

«Tra l’altro la mia candidatura - ha detto il sindaco Smeraldi - è stata proposta dal sindaco Carlo Bruzzi di Castelnuovo (Pd, ndr), poiché secondo lui la funzione di presidente deve essere rivestita dal sindaco del Comune capofila. Ho comunque buoni rapporti con tutti i colleghi dei vari comuni, Pd e non Pd. Gli unici problemi li abbiamo con il Pd di Vignola, che paga ancora lo choc elettorale. Sono comunque contento che i dem vignolesi abbiano messo come propri consiglieri in Unione Antonia Zagnoni ed Enrico Bazzani».

Quanto agli obiettivi che Mauro Smeraldi si prefigge di conseguire come presidente delle Terre dei Castelli, ce ne sono diversi. «Vogliamo un’Unione - ha spiegato alla Gazzetta - che non sia una semplice erogatrice di servizi ma che possa contare ed essere coesa nel confronto con altri soggetti come Provincia, Regione e società di servizi. C’è bisogno di un’Unione che si rafforzi, anche in vista di una futura ed eventuale fusione tra Comuni, che se non sarà possibile verosimilmente conseguire nei prossimi cinque anni, sicuramente se ne potrà comunque parlare per gettarne le basi. Penso anche all’introduzione di un dirigente che coordini i vari comuni all’interno dell’Unione, poiché essendo sotto i 100mila abitanti la nuova normativa non ci consente di dotarci di un direttore generale. Ci sono poi diverse altre sfide che aspettano l’Unione, tra cui il welfare (dovremo cercare di fare meglio con sempre meno risorse), un coordinamento per la promozione del turismo e la conclusione, nel modo più dignitoso possibile, del percorso di approvazione del Psc». Proprio il Psc, ovvero il piano regolatore intercomunale tra i comuni di pianura, Smeraldi punta assolutamente a chiuderlo entro il 2015.

Marco Pederzoli

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