Gazzetta di Modena

Modena

Un call center per le squillo cinesi

Stroncata un’organizzazione che gestiva un giro di prostitute anche a Modena

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Si erano ben organizzati, mettendo in piedi un vero e proprio call center utilizzando alcune decine di cellulari coi quali raccoglievano le richieste dei clienti, sia italiani che stranieri, attirati dai messaggi pubblicati sui quotidiani e su siti internet. Un giro di prostituzione che copriva Modena, Reggio, Bologna, Castel San Pietro. Bastava chiamare il centralino e questi trovava la soluzione ideale ad ogni richiesta: in base al tipo di domanda di prestazione ed alla localizzazione, il cliente veniva indirizzato in uno degli appartamenti che ospitavano da 2 a 4 prostitute, di età variabile dai 35 ai 45 anni e con un tariffario che andava dai 30 ai 100mila euro per i rapporti non protetti. Alle prostitute, molte delle quali senza permesso di soggiorno, con una decina di prestazioni giornaliere, andava circa il 40% del ricavato che veniva poi inviato in Cina con dei money transfer. Dopo oltre sei mesi di appostamenti la polizia di Imola, con il supporto delle squadre mobili di Bologna e di Reggio, ha bloccato il un vasto giro di prostituzione: le indagin si sono concluse con un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Giorgio Bonato di 57 anni con la convivente Liangmei Chen di 35 e per il capo del gruppo, Jian Jin di 42, e la compagna coetanea Qing Ye, tutti accusati di favoreggiamento e sfruttamento aggravato della prostituzione quattro hanno precedenti specifici e sono residenti a Reggio

Gli uomini sono stati tradotti nel carcere di Reggio mentre le donne sono state trasferite in quello di Modena. Il denaro sequestrato dagli agenti ammonta a circa 12 mila euro, frutto del lavoro settimanale. Il reclutamento che, prevedeva anche un turn over delle presenze con un frequente andirivieni tra una città e l'altra, aveva come base principale la provincia di Prato. Ad affittare gli appartamenti dagli ignari proprietari, erano degli italiani che fungevano da prestanome e che sono stati denunciati per favoreggiamento.

Bonato, a detta degli inquirenti, aveva il compito di raccogliere il denaro incassato dalle prostitute, che non uscivano quasi mai di casa e che disponevano di prontuario delle prestazioni con tanto di traduzione in cinese, e di fornire loro il necessario per la loro attività ed il sostentamento.

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