Aimag: per il fondo-fughe si spendono solo 4,80 euro
Nella vicina azienda multiservizi, che serve oltre 200mila abitanti, ci sono perdite d’acqua per 600mila euro l’anno. Mille clienti con perdite al contatore
Era indispensabile correre per addebitare agli utenti di Hera il balzello dei 15 euro all’anno a fine estate? Perchè la Spa di via Razzaboni non ha voluto scegliere la strada degli altri gestori di contattare prima gli utenti e poi, solo con il loro consenso e il contratto firmato, sottoscrivere il prelievo dalle fatture?
Sono queste le domande che le associazioni dei consumatori il 27 giugno scorso avevano posto al la società multiservizi. In quell’occasione, a margine di un incontro in cui era stato presentato il nuovo sistema di conciliazione per le utenze, solo in via incidentale era stata data la comunicazione generica del nuovo servizio. Silenzio assoluto alle domande sui modi con cui sarebbe stato esercitato, anche se gli addebitati stavano per partire di lì a tre giorni.
Di fronte a questo silenzio istituzionale proviamo quindi a vedere come si comporta il gestore della porta accanto, ovvero Aimag che gestisce il servizio idrico da Campogalliano, Carpi e Bastiglia fino alla Bassa con 14 comuni e scavalca il Po con altri 7 nel Mantovano. In tutto si tratta di più di 200 mila abitanti serviti in cui oltre a rifiuti, elettricità e gas l’azienda gestisce anche i servizi idrici.
Qui, a partire dal 2001, c’è già il Fondo per le perdite d’acqua accidentali, che funziona senza scosse e senza polemiche. La ragione? Aimag non ha imposto d’ufficio l’addebito a carico degli utenti, come ha fatto Hera, ma li ha interpellati prima, offrendo il nuovo servizio a condizioni ben chiare.
Anche il prezzo del servizio è stato calcolato in base al numero delle rotture delle tubazioni a valle del contatore, che per legge sono sotto la tutela e responsabilità dell’utente. In questo modo, in caso di lesioni che comportano perdite d’acqua invisibili quanto corpose, perché si disperdono nel terreno, scatta l’utilità del Fondo. «Vuole sottoscrivere la nostra polizza contro le rotture accidentali? - è stata in estrema sintesi la domanda posta ai clienti - Costa 4,80 euro all’anno. In caso di perdita, tutta l’acqua persa sino alla prima bolletta, quando lei se ne sarà accorto, le verrà abbuonata sino a 10 mila euro». Oltre quella cifra scatta la rateizzazione mensile, ma i primi 10 mila euro di acqua persa non sono comunque da pagare ad Aimag, perchè vengono prelevati dal “Fondo”. A Carpi e Mirandola, le zone dell’insediamento storico dell’azienda, ricordano ancora il caso di qualche anno fa quando un’azienda artigiana si ritrovò di colpo con una fattura bimestrale di 28 mila euro d’acqua, contro le poche centinaia che pagava nell’intero anno. Corse ai ripari, sistemò il guasto e portò la documentazione all’azienda, offrendo di saldare la parte oltre i 10 mila euro in un’unica rata; finì che Aimag fece anche uno sconto.
Ma quanti sono i guasti in un anno che portano nei territori di competenza a guasti a valle del contatore? La media annuale, con pochissime variazioni, è di un migliaio di rotture ogni dodici mesi, con spese variabili e un importo complessivo di 600 mila euro all’anno, sempre a carico dell’utenza.
Dunque perchè Hera, con oltre 400 mila abitanti serviti chiede il triplo, cioè 15 euro all’anno per utente? Quante sono le rotture a cui gli utenti devono far fronte in un anno e per quale cifra complessiva? estrapolando i dati sulle utenze dal bilancio complessivo, a Modena la percentuale di rotture degli utenti Hera è in linea con quella di Aimag: perchè maggiori spese? Su queste cifre, come per le altre rimaste senza esito, sarebbe auspicabile che Hera potesse dare le risposte opportune in modo da permettere ai cittadini di poter fare le opportune valutazioni. E ai Comuni, che ne sono i soci, capire come vengono applicati i costi.
Saverio Cioce
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