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Bonaccini: «Per ora faccio l’arbitro»

Bonaccini: «Per ora faccio l’arbitro»

Le primarie il 21 o 28 settembre. Oltre al segretario in attesa Balzani, Manca, Bianchi e Richetti: chi farà la prima mossa?

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Nella giornata che doveva servire a fare chiarezza, tutti hanno preso ancora tempo. Si tratta di capire chi farà la prima mossa tra Stefano Bonaccini, Matteo Richetti, Patrizio Bianchi, Daniele Manca Roberto Balzani. Tutti disponibili o quasi, tutti in attesa che si componga un domino: se uno si sfila l’altro entra a gamba tesa, se invece un nome forte dovesse farsi largo, allora anche chi è già sceso in campo molto chiaramente potrebbe farsi da parte. Ci vorrà ancora qualche giorno, perchè la direzione regionale Pd di ieri ha risolto ben poco. Quanto meno ha fatto chiarezza sulle regole: 21 o 28 settembre la data per le primarie del candidato presidente - si preannuncia una Festa Pd molto scoppiettante - abbassamento della soglia di ingresso delle firme necessarie a candidarsi e una nuova apertura a Sel per una futura alleanza anche se Renzi e Vendola, nelle ultime ore, non si sono proprio fatti i complimenti.

Il Partito Democratico definirà così, nei prossimi giorni, il perimetro delle alleanze in vista delle prossime regionali, anche alla luce delle primarie. Stefano Bonaccini, segretario regionale del Pd, indicato come uno dei più probabili candidati, annuncerà «un minuto dopo le definizione di queste regole» la sua intenzione di candidarsi o meno. Nel corso della direzione regionale che ha esaminato la situazione in vista delle elezioni «ho chiesto - ha detto Bonaccini - a tutti quelli che sono interessati a candidarsi di aspettare ad annunciarlo un minuto dopo che abbiamo scritto le regole con gli altri. In questo momento io faccio l'arbitro - ha detto riferendosi alla sua candidatura - se mi candiderò un minuto dopo l'arbitro lo farà qualcun altro». L'obiettivo del Pd è quello di definire tutta la questione entro la prossima settimana.

Bastonata dal segretario nazionale Matteo Renzi («alle regionali vinciamo anche senza di loro») Sel viene ripescata da Stefano Bonaccini, almeno per quanto riguarda l'Emilia-Romagna. «Qui abbiamo governato bene, in quasi tutti i comuni dell'Emilia-Romagna siamo andati al voto insieme pochi mesi fa, mi auguro che ci possa essere una convergenza programmatica», ha detto Bonaccini al termine della direzione Pd regionale. In quel caso l'alleanza con i vendoliani si farà. «Renzi? Ha detto una cosa condivisibile: se dovesse esserci una rottura nazionale è evidente che non potremo far finta di nulla e in ogni caso non siamo qui a pietire l'alleanza con nessuno». In ogni caso «il Pd non si farà ricattare da nessuno». Nei prossimi giorni Bonaccini incontrerà le forze che volessero partecipare alle primarie (per ora c'è solo Centro democratico) per stabilire una soglia di firme di elettori di centrosinistra per i candidati non Pd che volessero partecipare alle primarie. «Il fatto che qualcuno non voglia partecipare alle primarie di coalizione», come appunto Sel, «non impedisce che se si trova una convergenza programmatica successivamente l'alleanza la si possa fare», assicura Bonaccini.

Alla fine, per quanto riguarda le regole, basteranno le firme del 3% degli iscritti Pd (circa 2.250 persone) oppure il 10% dei componenti dell'assemblea regionale Dem (25-26 componenti) per candidarsi alle primarie per la presidenza della Regione. Sulla data delle primarie di fine settembre dipende tutto dalla data del voto, che dovrebbe oscillare tra il 16 e il 23 novembre. «Ci vorrà ancora qualche giorno per saperlo», spiegano nel Pd. «Abbiamo trovato una soluzione molto positiva».

Davide Berti

@dvdberti

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