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Castelfranco, più lontano il sì a Modena

di Andrea Minghelli
Castelfranco, più lontano il sì a Modena

Entro fine anno l’entrata nell’Unione del Sorbara insieme a San Cesario. Reggianini: «Aprire alla città una suggestione»

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CASTELFRANCO. Castelfranco e San Cesario presto nell’Unione del Sorbara, insieme a Ravarino, Bomporto, Bastiglia e Nonantola. È quanto emerso giovedì sera, alla Festa del Pd di Bosco Albergati, nell’incontro “Quali politiche di area vasta: la sostenibilità dei nostri Comuni” a cui hanno partecipato i sindaci di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, Stefano Reggianini, Federica Nannetti (Nonantola), Francesca Silvestri (Bastiglia), e il vicesindaco di Ravarino, Moreno Gesti.

Quello di arrivare a un’Unione, che fosse a sei Comuni sul calco del distretto sanitario o a sette insieme a Modena, “era nel nostro programma elettorale”, ha spiegato Reggianini. Delle due possibilità al vaglio fin dallo studio di fattibilità avviato un paio di anni fa prevarrà la prima, almeno nel breve periodo. «Credo - ha continuato Reggianini - che per un po’ l’Unione a 7 con Modena resterà una suggestione, mentre quella a sei diventerà una realtà abbastanza in fretta».

Sulle tempistiche il primo cittadino non si sbilancia: «Non dico che ci arriveremo da qui alla fine dell'anno o alla fine di marzo 2015, ma penso si farà un buon lavoro e in tempi rapidi. Seguirà un percorso con i cittadini e con i portatori d’interesse del territorio. La nuova Unione sarà interlocutore con la futura unione provinciale e con Modena, con cui ci sarà un dibattito sulle infrastruttur relazioni commerciali e pianificazione scolastica».

«Il 16 luglio - ha spiegato invece Federica Nannetti - abbiamo votato in Unione le sue linee programmatiche, auspicando che si arrivi a sei entro la fine dell’anno», ossia la data prevista, salvo deroghe, dalla legge regionale 21 sul riordino territoriale. In quella seduta, ha ripreso la Nannetti, “sono stati sottolineati i nodi su cui dovremo fare molta attenzione: servizi, che siano efficaci ed efficienti, comunicazione con i cittadini per dissipare i dubbi e i servizi unici, che solo noi Comuni possiamo erogare».

Si assisterà, insomma, ad una piccola rivoluzione, a cui ne seguirà in parallelo una seconda: la riorganizzazione della Provincia, che cambierà il suo volto fino a diventare un'unione provinciale di Comuni. «Per farla funzionare - ha spiegato Muzzarelli - sarà necessario svolgere i compiti ereditati dalle vecchie provincie, ma anche coordinarsi con la Regione. Abbiamo già messo in piedi un tavolo di lavoro con i sindaci capodistretto per capire cosa serve e quali funzioni chiedere in delega dalla Regione. Sarà da capire quali saranno le economie di scala per individuare quei servizi da trasferire all’unione provinciale dei Comuni, penso ad esempio a una centrale unica per gli appalti, all’agricoltura, alla gestione delle buste paga, al datacenter strategico per la condivisione delle informazioni».

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