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Cavone, assoluzione piena I pozzi tornano a pompare

di Francesco Dondi
Cavone, assoluzione piena I pozzi tornano a pompare

Novi. Nessun innesco per il sisma: la “sentenza” celebrata tra i silos di petrolio Padana Energia: «Ci hanno piombato gli impianti, ma ora siamo più umani»

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NOVI. Per arrivare in via Fossetta Cappello devi percorrere quasi due chilometri di strada sterrata. Per raggiungere il quartier generale di Padana Energia, a Sant’Antonio in Mercadello, bisogna attraversare la campagna novese, tra filari e campi coltivati. Poi, d’un tratto, si intravedono tre serbatoi giganti e chilometri di tubature che si incrociano: benvenuti al Cavone, benvenuti tra i pozzi che per la commissione scientifica Ichese avrebbero anche potuto innescare il terremoto. Una conclusione, quella del “non si esclude che...” capace di mettere in allerta scienza ed imprenditoria petrolifera italiana: un precedente del genere poteva solo creare problemi. Meglio correre ai ripari: e cosa c’è di meglio di una seconda commissione di esperti? Ebbene quel gruppo di lavoro, a cui hanno preso parte Regione, ministero dello Sviluppo economico e Padana Energia ha scritto, in 90 giorni, la sentenza di assoluzione piena. “Non c’è possibilità fisica di correlazione” tra l’estrazione e l’innesco del sisma, si legge nel documento finale, elaborato dopo la validazione del modello americano da Ingv. Sospiro di sollievo complessivo e un momento da celebrare, aprendo le porte del Cavone a curiosi, tecnici e politici. A dire la verità i curiosi sono pochi, fatta eccezione per qualche rappresentante di comitati, il consigliere mirandolese dei 5 Stelle, Giorgio Cavazza e alcuni residenti. In compenso ad ascoltare la relazione di Franco Terlizzese, direttore generale della Direzione generale per le risorse minerarie del Mise, ci sono i sindaci Luisa Turci e Rudi Accorsi, l’assessore sanfeliciano Bondioli e il presidente del consiglio di Mirandola, Venturini. Il primo cittadino di Novi chiosa: «I risultati sono positivi. Non ho mai creduto alla connessione estrazione-sisma, ma è giusto indagare».

L’assessore Paola Gazzolo sorride, i momenti critici della secretazione del report della commissione Ichese sono lontani. «È un giorno di trasparenza, i terremoti non si possono prevedere, ma in altre parti del mondo sono stati innescati dalle attività umane: qui no e la risposta è arrivata dopo un’attenta analisi scientifica. Le royalties basse? Forse è così, ma se si alzano usiamole per costruire edifici sicuri».

Ma è soprattutto la padrona di casa, Cinzia Triunfo, amministratrice di Padana Energia, che può rasserenarsi: i pozzi torneranno a lavorare a pieno regime senza più sospensioni imposte dai tecnici esterni. L’azienda non aveva preso bene il “rinvio a giudizio” del ruolo del Cavone sul sisma, ma ne esce rafforzata e neppure la critica sul controllato che diventa controllore - Padana ha partecipato al monitoraggio dei pozzi - la scalfisce. «Siamo soddisfatti e sereni - ammette Triunfo - Abbiamo un bagaglio di esperienza maggiore, che ci accresce umanamente: affronteremo tutti i dubbi con la trasparenza. Conflitto di interessi? Non scherziamo, durante le operazioni di monitoraggio ci hanno piombato i pozzi per evitare che qualcuno intervenisse per modificare i dati...».

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