Il restauro di auto storiche farà rinascere le Fonderie?
L’area da tempo dismessa e degradata: l’amministrazione sta lavorando ad un piano di riqualificazione per farne un centro di lavoro unico in Europa
Si riaccendono i riflettori sul comparto delle Ex Fonderie. Negli anni se ne sono sentite di tutti i colori. La sede dell'Ausl, nuove aule per nuovi corsi universitari, l'interessamento di Maserati, un museo, il no del precedente Governo per inserire il recupero di quest'area nel “Piano città”, che avrebbe fatto arrivare finanziamenti milionari, e chi più ne ha più ne metta. Senza dimenticare tutto l'iter di un percorso partecipato che ha portato a spendere tempo e denaro.
Uno dei pallini di Muzzarelli è quello di mettere mano ad un comparto in continuo stato di degrado. E una volta archiviata l'ipotesi di espansione in quella zona della Maserati, l'idea che sta prendendo piede in Comune, con contatti già avviati, è quella di sviluppare uno dei fiori all'occhiello della produzione modenese: il restauro di auto storiche. E quindi le Ex Fonderie tornerebbero ad essere dedicate non più a studi o musei, ma alla loro destinazione originaria: il lavoro. Un lavoro nobile che potrebbe qualificare Modena mettendo a sistema ciò che già è in grado di fare. Il tutto in un contesto molto suggestivo: l'area delle Ex Fonderie Riunite è di proprietà del Comune dal 1982, ma la costruzione dell'ex fabbrica risale al 1938, dismessa poi negli anni Settanta.
“Motore” è una delle parole che Muzzarelli usa più spesso nelle sue metafore, e sul motore nel senso più pratico del termine si fonda questo nuovo progetto. L'idea infatti, è proprio quella di provare a creare a pochi metri dal Museo Ferrari un polo unico in Italia e di livello europeo per il recupero e il restauro dell'automobile. A Modena, da sempre, c'è questo tipo di genio: meccanici, carrozzieri, artigiani dell'auto che pezzo per pezzo sono in grado, a mano, di riprodurre ogni singolo pezzo. E' ciò che ha fatto, negli anni, la fortuna di Modena. Ed è ciò che Modena dovrà adattarsi a fare, con le stesse competenze ma col cambio dei tempi, se vorrà vincere questa sfida.
I primi approcci ci sono già stati e l'idea sta prendendo corpo. Come spesso succede ci si è fermati all'aspetto economico, che è quello sul quale si sta lavorando ma con ritorni comunque positivi per ora. D'altra parte, per capire quali siano le potenzialità di Modena in questo settore, basta ad esempio pensare a cosa è in grado di fare la carrozzeria Onorio Campana, specialista in Maserati Alfa Romeo e Ferrari, o quella della famiglia Brandoli di Montale. Esperienze di nicchia ma uniche a livello mondiale.
Sarà questa la sfida di medio termine del governo Muzzarelli? Lo diranno le prossime settimane. Certo è che Modena non si può permettere di stare ancora per molto tempo con una zona così degradata e abbandonata proprio alle porte della città, accanto ad una delle fabbriche più rappresentative del territorio e a poche centinaia di metri da un’area dove un investimento di quasi venti milioni di euro ha portato all’apertura del Mef, che ben si legherebbe proprio con un comparto interamente dedicato all’auto storica.
Davide Berti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
