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La salute mentale minacciata dalla crisi

La salute mentale minacciata dalla crisi

Il 2% della popolazione nel 2012 si è rivolto ai centri specifici. Dati provinciali del 30% maggiori di quelli nazionali

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Che la crisi avesse delle conseguenze non solo economico-finanziarie era evidente. Ma quando a dimostrarlo sono i numeri diventa ancora più drammatico. Uno su tutti è quel 2 per cento di popolazione residente a Modena che nel 2012 si è rivolta ai centri di salute mentale. E tra le motivazioni c’è anche la crisi economica. Il dato è emerso durante l'incontro che Cgil, Cisl e Uil hanno avuto con la direzione dell'Ausl di Modena e del Dipartimento di salute mentale: il dato ha destato grande preoccupazione nel mondo sindacale che ogni giorno ha a che fare con storie di crisi aziendale, dietro le quali si nascondono famiglie e drammi personali. «La perdita del posto di lavoro o il calo consistente del reddito per chi è da molto tempo in cassa integrazione causano disagio psicologico e diminuiscono l'autostima – affermano Cgil-Cisl-Uil - Il fenomeno, confermato dal peggioramento dell'indice di salute mentale degli italiani rilevato dall'Istat, è ancora più diffuso nella nostra provincia: +30 per cento rispetto all'indicatore nazionale. Questo accade perché le difficoltà economiche risultano più pesanti da sopportare in territori, come quello modenese, storicamente contrassegnati da elevati livelli di benessere e alto costo della vita».

In base ai dati forniti dall'Ausl risulta che nel 2012 si è rivolto ai centri di salute mentale il 2 per cento circa della popolazione residente; dal 2006 al 2012 il numero dei pazienti trattati è aumentato di 2.833 unità (da 9.233 a 12.066).

«Su questi dati influiscono probabilmente anche fenomeni di emergenza come il terremoto o l'alluvione. Basti dire – continuano i sindacati - che da inizio anno nel distretto di Castelfranco, dove sono stati pesanti i danni per l'alluvione, gli accessi sono aumentati del 30% rispetto alla media di tutta la provincia. Per questo motivo chiediamo di rafforzare l'intervento territoriale del Dipartimento di salute mentale. È indispensabile dare risposte a un disagio che, se non affrontato tempestivamente, può trasformarsi in patologie gravi».

Quanto alle patologie acute e che richiedono l'utilizzo delle strutture residenziali, diurne e di day hospital, i sindacati incalzano l'Ausl affinché completi in tempi brevi la rete di servizi non ancora ultimati, come il residenziale nel Comune di Carpi e la ristrutturazione del residenziale della Madonnina, a Modena. L'incontro sulla salute mentale dei modenesi fa parte di una serie di approfondimenti che le organizzazioni sindacali hanno chiesto all'Ausl per affrontare alcune criticità del sistema sanitario locale, tra cui i tempi d'attesa per le visite specialistiche e la diagnostica e la piena realizzazione della rete delle case della salute.

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