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«Sert trasferito? Ci credo quando lo vedo»

di Alessandra P. De Luca
«Sert trasferito? Ci credo quando lo vedo»

Sgarzeria-Cavour. In autunno si dovrebbe decidere la sede nuova del Servizio Tossicodipendenze

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«Finchè non lo vedo chiuso non ci credo». Vanna Lippi è titolare di un'attività di parrucchiere in via Sgarzeria da più di trent'anni, ha visto crescere il Sert e alle promesse non crede più. «Sono anni - afferma Vanna - che io e gli altri negozianti e residenti organizziamo riunioni, raccogliamo firme e scriviamo lettere: personalmente non ho mai subito danni, ma mi rendo conto che la situazione non è sostenibile ormai da troppo tempo. Da due anni a questa parte, grazie ai centri aperti a Carpi e a Castelfranco Emilia, la situazione è leggermente migliorata, ma questa zona si è ormai trasformata nel quartier generale degli assistiti dal Sert».

Niente di nuovo sotto il sole, insomma, per quanto riguarda una questione ormai decennale. Ma il sindaco Gian carlo Muzzarelli sembra determinato a prendere in mano la situazione: a settembre, ha affermato, si riunirà un tavolo per trasformare lo spostamento del Sert da promessa a proposta concreta (un cavallo di battaglia già in corsa in sede di campagna elettorale).

Risale ormai a due anni fa l'ultima puntata del caso-Sert, quando si progettava di dividere il centro in due sedi, per alleggerire l'impatto sul territorio, una a Modena Est e l'altra a Modena Ovest. Ma il terremoto e la crisi hanno giocato a svantaggio di quello che sembrava ormai un obiettivo raggiunto, ricollocando il futuro del Servizio Tossicodipendenze al primo piano del vecchio palazzo in via Sgarzeria.

Claudio Ferretti, medico responsabile, evidenzia molti altri aspetti di capitale importanza per quanto riguarda il famoso trasferimento e che vanno al di là di una mera questione di sporcizia e apparenza. La privacy, per esempio: «Aldilà di un oggettivo problema di stazionamento - afferma Ferretti - o della collocazione di un servizio ad altissima utenza in un luogo scarsamente raggiungibile, in pieno centro storico e in zona a traffico limitato, non c'è tutela della privacy: le sedi di Carpi e Castelfranco hanno visto un vertiginoso aumento di fruizione proprio perché situati in strutture socio-sanitarie in cui è possibile recarsi senza che sia noto a chiunque passi di lì il motivo».

Non ultima l'accessibilità ai servizi: un intento che ha guidato il trasferimento dell'Ospedale Sant'Agostino a Baggiovara, ad esempio.

«Non ha alcun senso - continua Ferretti - che un qualsiasi servizio sanitario ad alta utenza sia situato in pieno centro storico, in zona a traffico limitato».

Un problema logistico che riguarda, oltre che i pazienti, gli stessi operatori, che preferirebbero lavorare in un contesto inserito tra altri servizi della stessa tipologia.

Cosa risponde dunque Ferretti al sindaco Muzzarelli che vuol trasferire il Sert da via Sgarzeria? Quali sono le proposte?

«Sono anni che lo chiediamo - risponde Ferretti - e tutti, dai pazienti agli operatori, sono d'accordo. Sono qui dal 2004, abbiamo cercato di ridurre il più possibile uno stazionamento che prima era molto più fitto tramite diverse operazioni, dal centro di Castelfranco Emilia all'iniziativa del parco XXII Aprile, ma adesso siamo arrivati al nocciolo della questione».

Silenzio, però, sui dove e sui come: «Parteciperò volentieri e discuteremo insieme le proposte di cui non so ancora nulla». Una sede o due? Da solo o inserito in una struttura socio-sanitaria? Cosa farà il comune? Ci sarà un bando pubblico come due anni fa? Pro e contro, scelte da discutere, e il futuro del Sert rimane incerto.

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