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«Accuse di stupro non attendibili: è libero»

«Accuse di stupro non attendibili: è libero»

Tolte le misure cautelari all’albergatore: per il giudice non regge il racconto della 26enne spagnola

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Una cliente lo aveva accusato di tentato stupro. Lo hanno arrestato e messo in carcere, poi gli hanno concesso i domiciliari permettendogli di lavorare, ma pesava sempre l’infamante accusa su di lui. Ieri la Procura ha notificato ai suoi legali - gli avvocati Cosimo Zaccaria e Marco Pellegrini - che è libero perché le accuse contro di lui non hanno trovato un minimo riscontro. Non solo: il giudice ritiene che chi le ha mosse è scarsamente attendibile. Colpo di scena, quindi, per la vicenda dell’albergatore siriano titolare dell’hotel in via Rainusso. La lettera con l’ordinanza del Gip Eleonora De Marco è arrivata ieri mattina a un uomo che per quattro mesi è stato sotto la spada di Damocle di un’accusa gravissima: violenza carnale. Il giudice, nella sua stringata lettera, rende noto al 39enne che «dalle successive indagini le dichiarazioni della persona offesa paiono scarsamente attendibili» e quindi revoca la misura cautelare. L’albergatore è quindi libero da ogni obbligo con la giustizia.

L’indagine è ormai avviata alla conclusione. Dalle dichiarazioni del giudice è difficile aspettarsi un ulteriore ribaltamento della situazione, salvo che non emergano nuove decisive testimonianze che confermino la versione dell’accusatrice.

A chiamare la polizia per accusare il gestore dell’hotel è stata una 26enne spagnola ospita di un’amica alloggiata in albergo. La ragazza spagnola, rientrando alle 4 di mattina, si è fermata a chiacchierare con il gestore. I due sono andati nella sala per bere un caffé, fumare una sigaretta e parlare della situazione della ragazza, in cerca di lavoro. In seguito, la ragazza è uscita con un conoscente che poi è rientrato accusando il gestore. Questi si è sempre difeso portando alcune prove (videosorveglianza e testimonianze) che parrebbero importanti per l’indagine della Procura.

Carlo Gregori

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