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Il più brutto? Per la situazione il necroforo

Pensi a un necroforo e a Modena ti viene in mente Gianni Gibellini, imprenditore di “TerraCielo” nel settore che con le sue aziende di servizi funerari svolge oltre 900 funerali l'anno e ha alle sue...

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Pensi a un necroforo e a Modena ti viene in mente Gianni Gibellini, imprenditore di “TerraCielo” nel settore che con le sue aziende di servizi funerari svolge oltre 900 funerali l'anno e ha alle sue dipendenze 35 dipendenti.

«Il nostro settore ha mille problemi - spiega - a partire dal fatto che il necroforo è un mestiere come un altro. E come tutte le professioni ha bisogno di giovani, sui quali io investo, anche ventenni piuttosto che anziani, oltre che di controlli. C'è poi una questione culturale, molta gente quando vede passare il carro funebre fa gli scongiuri mentre occorre superare il tabù della morte». Certo, questo è un mestiere sicuro, ma secondo Gibellini i problemi sono tanti: «In pochi anni siamo passati nel nostro settore da sessanta a cento ditte e non ci sono praticamente controlli. Secondo la legge ogni azienda deve avere quattro dipendenti ed essere in possesso di un carro funebre, che costa circa 200mila euro: troppi invece prendono persone a tempo per svolgere, spesso male, i mestieri legati ai nostri servizi funebri e affittano. Serve invece gente preparata, io investo molto sui corsi. Faccio i corsi per addetti alle vendite, ai rapporti con i parenti a chi tratta la salma: io voglio che le persone che mando nelle case delle persone, che stanno soffrendo per la morte di un congiunto ricordiamolo, siano professionali. In più devo potermi fidare e devo sapere fare il proprio mestiere, devo sapere ricomporre bene il corpo, devono trattarlo e profumarlo a dovere». (s.l.)

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