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L'INTERVISTA

Muzzarelli: «Hera sbaglia Provincia? Io ci sono...»

di Davide Berti

Il sindaco al giro di boa dei primi cento giorni fa il punto su sfide e problemi e lancia Bonaccini in Regione: «Ha un profilo adeguato, se decide siamo con lui»

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Sindaco Muzzarelli, i suoi cento giorni scadono a settembre: dopo i primi sessanta a che punto è con il suo programma di avvio legislatura?

«Ho nominato la giunta sabato 21 giugno, quindi diciamo che non siamo ancora arrivati ai cinquanta giorni. Però abbiamo già messo in cantiere gli obiettivi dei primi cento giorni e più in generale stiamo impostando l’attuazione del programma votato dagli elettori e costruito con un’ampia partecipazione. E proprio dalla partecipazione siamo ripartiti, dialogando coi cittadini, avviando i lavori del patto per la crescita e il tavolo per Expo 2015. È partito l’iter per il nuovo Sigonio e per la riorganizzazione dell’offerta sanitaria con le nuove case della salute. Abbiamo deciso la nuova organizzazione del Comune, che assicurerà risparmi e più efficienza. Con la variazione di bilancio abbiamo investito sulla mobilità, la fruibilità del centro storico e la sicurezza, per una città più bella e accogliente».

Diciamo che se non ci fosse stata la vicenda chioschi tutto sarebbe filato più liscio.

«Proprio giovedì e venerdì scorso abbiamo demolito la Capannina, che di cemento ne conteneva tanto, e qualificato l’area. Siamo al lavoro per rendere tutto il Parco più bello, più sicuro, più curato e vissuto dai modenesi. Io penso che il nuovo programma del parco presentato in consiglio consenta di sbloccare la situazione. Penso cioè che sia la sintesi migliore tra l’esigenza di tutela del Parco da una parte e l’esigenza della sua valorizzazione dall’altra. Il Parco non deve essere danneggiato e stravolto, ma deve essere anche accogliente, frequentato, ben servito. Credo che tutti i modenesi di buon senso possano essere d’accordo».

Dal punto di vista delle cose fatte, due questioni pratiche: Tari e scuole. Partiamo dall’aumento che si registra con la nuova tassa rifiuti, indispensabile?

«Era un aumento già previsto da Atersir e dall’inizio dell’anno. In assoluto non è drammatico, ma cade su famiglie già provate dalla crisi. Ed è evidente che anche questa vicenda ci impone di accelerare la discussione sui sistemi di raccolta e di tariffazione dei rifiuti, nella direzione della massima trasparenza e del controllo dei costi, nonché della responsabilizzazione delle famiglie e delle imprese sulla produzione di rifiuti».

È emerso nelle discussioni il ruolo di Hera, già oggetto di diverse polemiche. Sembra che il Comune, Modena come altri, non riesca ad esercitare il peso che in realtà avrebbe nella multiutility. E cosa ne pensa del balzello di 15 euro, senza chiedere il consenso ai clienti, per l’assicurazioni sulle fughe d’acqua? Non è certo la trasparenza da lei invocata.

«Su questo non ho difficoltà a dire che è una cosa giusta attuata in un modo che non condivido. Grazie all’assicurazione, gli utenti possono risparmiare cifre anche rilevanti in caso di guasti all’interno della loro proprietà. Però il metodo è anche sostanza e così si generano solo diffidenza e sfiducia. Dunque, come ho già detto, io riconosco il valore e i risultati di Hera, ma sono fermamente intenzionato a far sentire la voce di Modena e del suo territorio sia dal lato della programmazione dei servizi che da quello della gestione e del controllo dell’azienda».

Veniamo alle scuole. Se l’obiettivo era recuperare la Querzé, con questa prima decisione sulla fondazione Cresci@mo vi siete ancora di più allontanati.

«Il nostro obiettivo era ed è quello di valorizzare il sistema delle scuole dell’infanzia modenesi in tutta la sua interezza, con il suo pluralismo e le sue eccellenze, a partire ovviamente dalla conferma di un nucleo significativo di scuole a gestione diretta del Comune. Noi non vogliamo scuole e cittadini di serie A e serie B: abbiamo il dovere di portare tutti al massimo livello di servizi e di qualità didattica. Con il passaggio di due sezioni alla Fondazione Cresci@mo manteniamo la stessa qualità, recuperiamo risorse e stabilizziamo 14 posti di lavoro in Fondazione e altrettanti in Comune. Mi dispiace che Adriana abbia preferito mettere l’accento sul suo ruolo di opposizione. In fondo, se abbiamo potuto fare questa scelta con serenità, è anche merito suo».

Sempre in tema di alleanze, cosa cambia con Sel dopo il muro alzato da Renzi?

«A dire il vero, mi pare che il muro lo abbia alzato Sel con l’ostruzionismo. E io mi auguro che si torni in fretta al confronto politico. Ma detto questo non vedo automatismi tra quel che succede a Roma e quel che succede qui. Abbiamo un programma, premiato dagli elettori: se tutti stiamo su quell’asse non vedo problemi. Dirò di più. A me pare che, guardando a come sono partiti i lavori consiliari, questa maggioranza abbia ampie possibilità di dialogo oltre i suoi confini».

Veniamo alle cose che farà. Quali progetti chiuderà positivamente entro settembre?

«Ho già detto della riorganizzazione, del tavolo per la crescita e ci sono tanti lavori in corso. Ma mi permetta di evitare il dettaglio: giorno più, giorno meno porteremo in porto molte cose. Aggiungo che settembre sarà un mese in cui Modena sarà sulla scena nazionale e non solo. Il 6 settembre ricorderemo con un grande concerto gratuito, in Piazza Grande, il maestro Pavarotti. Dal 12 al 14 settembre, la nostra città sarà la capitale della filosofia, con un Festival che ogni anno ha l’attenzione di cittadini italiani e stranieri, e dei media nazionali e internazionali. Il 29 settembre celebreremo ancora una volta la Modena beat».

Come proseguono i contatti col gruppo Maserati-Alfa Romeo?

«Intanto credo che sia doveroso sottolineare che il “tridente” va e punge sui mercati mondiali, a conferma che qui ci sono le radici per rinnovare una storia di successo. Con i vertici della Maserati siamo impegnati perché il legame con Modena si rafforzi ulteriormente, tanto a livello dei nuovi progetti di ricerca quanto delle nuove produzioni come quella della Maserati e dell’Alfa 4C. Come ho detto più volte, noi siamo a disposizione».

Esiste l’ipotesi di un nuovo progetto sulle ex Fonderie che riguardi il restauro delle auto d’epoca, facendo di Modena un polo di eccellenza?

«Per ora è solo un’idea, un sogno che sarebbe bello realizzare. Diciamo che i numeri del settore sono molto importanti, e che realizzare qui il polo dell’auto d’epoca significherebbe valorizzare una volta di più la “terra di motori”, che è una delle grandi eccellenze modenesi».

Settembre sarà anche il mese del valzer dei dirigenti: in Comune c’è molta agitazione. I settori strategici cambieranno tutti regia?

«Abbiamo ridotto i settori da 12 a 10 e gli altri dirigenti e le posizioni organizzative scendono da 70 a 65. Ruoteremo varie responsabilità: non tutte ma un numero importante. Lo scopo però non è solo il risparmio. Il cambiamento deve servire anche a far circolare le esperienze, a rimotivare le persone, immettere nuove energie, cambiare approccio al lavoro della pubblica amministrazione, aumentare la collaborazione e la collegialità. L’obiettivo vero resta quello di semplificare la vita ai cittadini e alle imprese».

Fantapolitica: la davano tra i papabili per la Regione, poi lei ha scelto Modena. Ora che si sono accorciati i tempi per la successione di Errani si mangia un po’ le mani?

«Innanzitutto, colgo anche questa occasione per esprimere la massima solidarietà a Vasco Errani, umana e politica. È stato un grande presidente, ed è una persona di onestà specchiata. Troppo tardi, ma il tempo gli darà ragione anche nella vicenda che l’ha convinto a dimettersi. Quanto al resto, no, non mi mangio le mani. Fare il Sindaco di Modena è un grande impegno, ma è prima di tutto un grande onore. E quando ho scelto Modena ho scelto di mettere passione, entusiasmo ed energia a disposizione della città, senza riserve».

Con gli altri sindaci dell’area vasta avete tracciato un profilo di possibile candidato, che deve avere le caratteristiche dell’amministratore esperto. Voleva dire un ex sindaco? Perché se così fosse Modena perderebbe la possibilità di aspirare ad una presidenza modenese con Bonaccini o Richetti.

«I nomi in campo sono molti e tutti validi. È evidente che se si candida il segretario regionale, lui più di altri può rappresentare al meglio il Pd e raccogliere consensi trasversali. Stefano ha un profilo adeguato: se si decide a partire, saremo con lui. Credo che il candidato presidente dovrà innanzitutto raccogliere la preziosa eredità del presidente uscente, ed assumere sino in fondo la sfida dell’innovazione, che è il tratto fondamentale di questa regione. Una regione che non deve avere paura di porsi come modello e come guida a livello nazionale, come ha fatto per decenni».

Sempre a proposito di area vasta, questa volta a livello più locale: sarà lei il prossimo presidente della provincia?

«Lo decideranno sindaci e consiglieri comunali. Io sono a disposizione. Ma soprattutto io voglio mettere a disposizione Modena, per superare ogni residuo dualismo fra città e provincia. E mettere a disposizione la mia esperienza per il confronto con la Regione, con la città metropolitana di Bologna e le altre città e province. La nuova Provincia è una opportunità per i Comuni e per sfruttarla è necessario che ognuno faccia un passo avanti verso la responsabilità di governo di area vasta».

@dvdberti

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