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Parto lampo e Matteo nasce dai nonni

di Andrea Gilioli
Parto lampo e Matteo nasce dai nonni

La mamma: «Me ne sono accorta quando l’ho visto, è stato un attimo, non respirava. Decisivo intervento dei miei genitori»

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La nascita di un figlio è un momento di emozioni fortissime per qualsiasi genitore. Ma per Micol Amadei e la moglie Giorgia lo è stato ancor di più e, questo è certo, non lo dimenticheranno mai.

È il pomeriggio di giovedì quando a Giorgia, incinta del suo secondo figlio, si rompono le acque. La donna si trova a casa dei propri genitori, a Sassuolo, in via Cilea, a pochi passi dall’ospedale cittadino, mentre Micol, il padre, è in auto per lavoro, a Modena. Insieme alla rottura delle acque però nasce anche il bambino, che in pochi secondi esce dal grembo materno. Sono momenti di panico assoluto per la donna che, nella casa dei genitori, ad assisterla ha solo due maschi: il proprio padre e, solo telefonicamente, il marito.

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Nella stanza c'è anche il primogenito della coppia, di soli due anni e mezzo, Leonardo.

«Il nonno – spiega Giorgia, ancora piena di emozione – ha letteralmente raccolto mio figlio mettendomelo sul petto. Per fortuna poi è arrivata anche mia mamma che gli ha dato alcuni colpetti sulla schiena per farlo piangere».

Matteo, questo il nome scelto per il neonato, infatti, era viola e non aveva iniziato ancora a respirare. Immediatamente sono scattate le chiamate al 118 che nel giro di qualche minuto ha raggiunto la casa e ha portato assistenza a Giorgia e Matteo che ora stanno bene, nel reparto di ostetricia dell'ospedale.

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«È stato tutto velocissimo, è nato davvero “al volo” – commenta ancora Giorgia – io fino a quando non l’ho visto non mi sono accorta di nulla, se non della rottura delle acque. Dopo i primi vagiti Matteo ha di nuovo smesso di piangere ed e diventato nuovamente viola. Ora si trova in incubatrice ma solo a scopo precauzionale. Per fortuna è andato tutto bene».

Il padre, disegnatore meccanico in un azienda sassolese e giocatore di calcio nella squadra del Gorzano, (ex player del Castelvetro), risiede con la famiglia a Dinazzano, nel reggiano.

«Tra pochi giorni – spiega Micol - anche Matteo potrà tornare a casa e questo è ciò che ora desidero di più. Per me sono stati momenti di vero panico, avrei voluto, come era accaduto nel 2012 con Leonardo, tagliare il cordone ombelicale e assistere al parto, invece ero a chilometri di distanza, impotente. Giorgia mi ha chiamato ma sentivo solo urla. Sono corso verso casa ma sono arrivato tardi. Per fortuna grazie ai nonni materni e all’intervento dei sanitari ora Matteo sta bene, e questo è l'importante. Leonardo stava dormendo quando le grida della madre lo hanno svegliato, ha assistito alla scena del parto e ora è un po’ scioccato. Cercheremo di spiegargli le cose e sicuramente sarà un momento che ricorderà per sempre».

Avventura a lieto fine, tra panico e gioia, che, tra qualche anno, Micol e Giorgia, potranno raccontare anche al diretto interessato, Matteo, che ora dorme felice tra le braccia della madre e che da grande potrà dire di aver sorpreso tutti, nascendo “improvvisamente”. nella casa dei nonni.

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