Droga, il ritorno della “banda dei viali”
Dal retro dello Storchi al Gallo si è ricreato il giro con nuovi tunisini che gestiscono il mercato rifornendo tutto il centro
Crisi e malefico maltempo, mezza Italia che non va in ferie, Modena che non si svuota e relega le migrazioni solo a sporadici fine settimana. In questo contesto c’è chi non smette mai di lavorare: lo spacciatore. Se negli anni scorsi gli addetti a lavori abbandonavano le postazioni di sempre per seguire i clienti, per trovare piazze dove c’è mercato, adesso è inutile che si spostino. Perché in città è rimasta parecchia gente che compra, i clienti da rifornire non sono a Riccione o Milano Marittima ma in centro, nel parco, nelle zone solite dove si contratta per poi spostarsi e prendere la bustina.
I cellulari dei fermati di recente parlano chiaro: sono pieni di chiamate, di numeri, di traffico. Gli affari di droga non vanno in ferie. La cartina tornasole di questo andamento sta nel fatto che si è ricreata la cosiddetta “banda dei viali” che era stata smantellata a suon di arresti. Si tratta di un ramificato sodalizio di tunisini che da qualche anno gestiva lo spaccio di eroina e hascisc (ma pure coca all’occorrenza) rifornendo il centro ma non solo. Basta infatti andare nei parchi, come al supermercato o al bancomat. Ci sono “operatori” fissi a cui il cliente si rivolge per riferire l’ordinativo: una chiamata al telefonino, un accordo e poi lo spacciatore dice dove andare a ritirare la merce. Il cliente va all’appuntamento e lì, rigorosamente in bici, viene raggiunto dal corriere che consegna il richiesto. Come detto, a forza di appostamenti in borghese, a forza di intercettare corrieri per poi risalire ai gestori, le forze dell’ordine (i segugi del Nucleo problematiche del territorio della Municipale e anche la Volante) hanno rotto il giochino da migliaia di euro soprattutto con un costante marcamento a uomo dei protagonisti.
Ma poco alla volta sono arrivati volti nuovi. Chi importa ha bisogno di figure intermedie e di ricreare la rete in città , come appunto Modena, dove si fanno ottimi affari. E così, richiamati dal lavoro sicuro, ecco che nuovi tunisini si sono messi in contatto con varie figure legate al giro precedente, altri hanno finito il periodo di reclusione al Sant’Anna, e si sono tutti messi all’opera. Gli investigatori constatano il ritorno, sono di nuovo in allarme e stanno tenendo d’occhio la classica zona dietro al teatro Storchi, la cosiddetta base. Da qui partono parecchie biciclette per la zona della movida e dove si trovano i negozi etnici sempre in centro. Poi si è rivisto il movimento nelle panchine del parco nella zona dell’imbocco di Canalchiaro - Black eagle e, anche presso la famigerata scalinata di piazza Matteotti, zona dove è facile spacciare o nascondere quantitativi di droga, creare piccoli depositi per prelevare all’occorrenza.
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