Gazzetta di Modena

Modena

Quei “Barbatrucchi” per i bimbi

di Laura Solieri
Quei “Barbatrucchi” per i bimbi

La scelta di Barbara: dopo 15 anni in ceramica ha lasciato il lavoro per dipingere e colorare visi e corpi

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Vede un viso e capisce subito quali sono i colori più giusti per valorizzarlo e qual è l'animale che meglio corrisponde ai tratti somatici della persona che ha davanti: Barbara Guatelli, classe 1974, di Pazzano, meglio conosciuta come Barbatrucchi, ha lasciato il lavoro per il trucco e ora vive di quello, ed è felice.

«Ho lavorato in ceramica per 15 anni ma a un certo punto non trovavo più un senso a quello che facevo e attraverso un'esperienza di volontariato ho iniziato ad appassionarmi al trucco come truccabimbi e quando una mia amica mi ha suggerito di farlo diventare un lavoro, mi sono lanciata in questa avventura senza pentirmene - racconta Barbara, mostrandoci i suoi album colorati e vivaci - Io adoro i bambini, tra l'altro faccio da sempre la babysitter: quando si guardano allo specchio dopo che li ho truccati è il momento più bello, quando si riconoscono nella creatura che hanno scelto di farsi disegnare sul viso o che io ho scelto per loro».

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Farfalle, lucertole, gatti, leoni: la fantasia galoppa e Barbara è in grado di rispondere a qualsiasi richiesta. «Una volta, a una festa di compleanno, i genitori erano quasi più entusiasti dei figli all'idea di farsi truccare e mi hanno chiesto di trasformarli nei Kiss: è stato molto divertente - ricorda Barbara - La farfalla è un elemento che torna spesso nelle mie creazioni: ho perso mia madre tredici anni fa e per me lei rappresenta una farfalla, il disegno che le bimbe mi richiedono più spesso: disegnarla è un modo per sentirla vicina».

Non solo bimbi, ma anche persone adulte e signore attratte dall'idea di trasformarsi anche solo per un attimo: «La mia grande soddisfazione è che tutti mi dicono che ci becco quando gli propongo un disegno, anche se l'idea della trasformazione è molto soggettiva: alcuni si tengono a lungo il trucco, fanno foto e vanno in giro truccati, altri si lavano la faccia dopo cinque minuti».

Non solo il viso: la tela di Barbara è l'intero corpo umano e ultimamente ama cimentarsi con il belly painting, l'arte di colorare e disegnare la pancia in stato di gravidanza: «Ho iniziato con le mie amiche ed è un’esperienza meravigliosa perché mentre disegni senti il bimbo che si muove! Per fare un trucco complicato ci vogliono tra gli otto e i dieci minuti - prosegue Barbara - mentre per le cose più facili ne impiego cinque. È da quando sono piccola - conclude l'artista - che ho la passione per i colori: volevo diventare pittrice o artista circense. La cosa che mi piace di più è girare per strada con il cartello “offerta libera”, fermarmi lungo le vie durante le fiere di paese e aspettare che la gente si avvicini: io sono un po’ zingara e appena posso me ne vado in giro per l’Italia nei paesini, a colorare volti ed espressioni».

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