«Offro camera a studente ma mi aiuti con i gemelli»
Simona Schembri vive con i figli e per non saltare le lezioni propone lo scambio «Alloggio gratuito a fronte di un servizio di babysitteraggio per tre giorni»
Simona Schembri abita in zona universitaria, nei pressi di via Vignolese. È arrivata a Modena da Palermo per accettare l’incarico di ruolo in un istituto della città. Con lei sono venuti anche i due gemellini di 18 mesi, ma ora si prospetta un problema logistico: a chi affidare i due piccoli in caso di necessità? «Perché è vero che esistono gli asili - ammette l’insegnante - ma quando si ammalano che succede? Non posso permettermi di assentarmi dal lavoro per accudirli ogni qual volta ci sia la necessità improvvisa ed ecco allora che mi è venuta un’idea».
La proposta è quella del baratto 2.0, che tanto sta prendendo piede in diversi componenti della vita quotidiana. Dalle nostre parti lo si nota in agricoltura o nei servizi di base, ma nelle grandi città ha dimensioni sempre più estese e va dall’insegnamento della lingua fino ai corsi di cucina. Ci si contatta attraverso annunci sul web o nei forum dedicati, si organizza lo scambio e si inizia una collaborazione bilaterale. Capita quindi di imbattersi nel manager che offre lezioni di inglese ad un pizzaiolo napoletano oppure un agricoltore che propone ortaggi biologici di stagione ad un idraulico che dovrà riparare il rubinetto che perde. Simona ha così individuato in una studentessa la controparte della proposta.
«Le offro alloggio gratuito nel nostro appartamento in cambio di due pomeriggi alla settimana e il sabato mattina di babysitteraggio. Io inizierò la scuola il primo settembre e l’accordo dovrà durare fino al 30 giugno, giorno in cui anche noi docenti statali completiamo l’annata scolastica. Penso possa essere una buona offerta, c’è una camera singola che garantisce la privacy necessaria e un ambiente familiare disponibile ad accogliere la ragazza».
Ora si passa alla seconda fase dell’idea: individuare la persona giusta. «Già lo scorso anno avevo elaborato una proposta simile, riservandola soltanto a chi arrivava in città per cercare lavoro - aggiunge la mamma-maestra - Si appoggiava a casa nostra e quantomeno aveva un punto di partenza, in cambio mi dava una mano per le questioni familiari e domestiche. Ma è evidente che avrei bisogno di qualcuno di più stabile. Chi fosse interessato mi può contattare su facebook dove sono iscritta come Simona Skembri. Non chiedo il pagamento dell’affitto ma un servizio che mi permette di lavorare. Io risparmio i soldi della babysitter e la studentessa evita un esborso economico. Spero di trovare qualcuno di affidabile perché la prima esperienza mi ha riservato tante strane sorprese».
@francescodondi
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