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Salta una sezione del nido: 15 bimbi restano a spasso

Salta una sezione del nido: 15 bimbi restano a spasso

Medolla. L’assenza di fondi comunali per le maestre mette in difficoltà le famiglie «C’era una promessa». L’assessore Paltrinieri: «Cerchiamo i soldi, è una priorità»

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MEDOLLA. Un polo dell’infanzia moderno e invidiabile, frutto della grande mobilitazione solidale avviata da Rock no War e Comune, capace di offrire al paese una struttura da fare invidia. Eppure se la scuola è di livello assoluto, qualche problema si registra con la formazione delle classi che andranno ad occuparla. E la vicenda sta mettendo in agitazione diversi genitori - 15 per l’esattezza - i cui figli sono rimasti esclusi dalle graduatorie definitive pubblicate in municipio. La causa è presto spiegata: rispetto alle quattro sezioni attivate lo scorso anno da settembre ne partiranno soltanto due, una riservata ai “grandi” (23 bambini) e l’altra dei mezzani (17 inserimenti). A dire la verità anche la passata annata era stata un caso eccezionale con quattro classi operative, contro la tre a cui Medolla era abituata.

«Durante la campagna elettorale - spiegano i genitori - il sindaco aveva promesso che tutte le richieste di iscrizione sarebbero state soddisfatte. Invece non è così. Ma se un sindaco fonda la sua campagna elettorale sull’istruzione, allora crediamo sia un errore lasciare fuori tanti bambini dopo aver costruito un polo scolastico Rock no War così grande».

Gli uffici comunali stanno incassando gli sfoghi dei genitori, consapevoli del disagio provocato, ma come sempre sono i soldi il grande antagonista dei servizi al cittadino. In bilancio, infatti, mancano i fondi per attivare quantomeno la terza sezione e fino a quando non sarà possibile reperirli (nell’ottobre 2013 venne aperta la quarta sezione grazie alla statalizzazione di una classe di scuola materna, che così sbloccò i denari necessari per il nido) non esiste altra soluzione. Tra l’altro le difficoltà nel far quadrare i conti sta mettendo in seria difficoltà anche l’inserimento di collaboratori legati al mondo cooperativistico: il bando per l’assegnazione del servizio non è infatti ancora stato pubblicato.

«Stiamo cercando di far quadrare i conti - spiega l’assessore Rachele Paltrinieri - capiamo il disagio delle famiglie, ma la volontà politica è chiara: puntiamo ad azzerare la lista d’attesa. Di contro però dobbiamo affrontare delle difficoltà economiche oggettive, che non ci lasciano particolari spazi di manovra o comunque non nell’immediato. Si sta facendo un ragionamento con Asp per poter conferire all’azienda per i servizi alla persona l’attività del nido al fine di avere un interlocutore con più spazi economici di manovra. Proviamo a farlo entro la fine dell’anno o al massimo a gennaio. Fino a quel momento diventa complesso fare delle promesse».

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