Gelo tra Richetti e il segretario
Il primo sta per scendere in campo, l’altro pensa alle alleanze con Idv e Sel
Ci vorrà ancora qualche giorno, probabilmente si arriverà a fine settimana o all'inizio della prossima, per conoscere il perimetro della coalizione del centrosinistra, in vista delle primarie per la scelta del candidato presidente della Regione Emilia-Romagna alle elezioni di novembre.
Il segretario del Pd Stefano Bonaccini (che è anche uno dei papabili per la candidatura) comincerà in questi giorni gli incontri con gli alleati per capire se intendono partecipare alle primarie e, in ogni caso, far parte della coalizione.
Si partirà dai casi più semplici, come il Centro democratico e i socialisti, per poi arrivare a Idv e al nodo più delicato, ovvero quello di Sel.
Il partito di Vendola è infatti tirato da due forze opposte: da una parte i rapporti tesissimi a livello nazionale, culminati con le parole di Renzi dei giorni scorsi a proposito delle riforme in Senato, dall'altra un'esperienza di governo locale giudicata positivamente che si vorrebbe continuare. Il Pd spera di chiudere questa faccenda in una settimana.
Dopo questo accordo, come ha chiesto di fare Bonaccini, i candidati potranno alzare la mano. Avranno tempo per raccogliere le firme fino al 2 settembre: ne serviranno 23 dei componenti dell'assemblea regionale (il 10%) oppure poco più di 2mila fra gli iscritti, un target non troppo complicato. Al momento l'unico candidato ufficialmente in pista è l'ex sindaco di Forlì Roberto Balzani, anche se l'attenzione è tutta puntata sui due pretendenti più quotati, ovvero lo stesso Bonaccini e il parlamentare modenese Matteo Richetti. Tra i due, però, negli ultimi giorni, viste le intenzioni di quest’ultimo, il clima si è un po’ raggelato.
Ci stanno pensando anche la vicepresidente uscente Simonetta Saliera, l'assessore regionale alla scuola Patrizio Bianchi e il sindaco di Imola Daniele Manca.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
