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Guidi ubriaco? Ai lavori sociali

Guidi ubriaco? Ai lavori sociali

Spilamberto. Accordo tra Comune e tribunale: servizi utili al paese in cambio di una multa ridotta

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SPILAMBERTO. Chi è stato condannato a una pena pecuniaria per guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti, potrà commutarla lavorando gratuitamente per il Comune a delle attività socialmente utili. È questo il senso della convenzione sottoscritta in questi giorni tra Spilamberto e il Tribunale di Modena. L’accordo, in particolare, è rivolto soltanto a chi è stato condannato per la prima volta per i reati di guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e, comunque, non abbia provocato incidenti con feriti (per la reiterazione del reato o per incidenti, infatti, non è applicabile questa convenzione). Nella pratica, anziché pagare una multa piuttosto salata (da 5 a 6mila euro o più), il condannato potrà cavarsela la prima volta svolgendo ore di lavori socialmente utili per il Comune di Spilamberto.

«Le aree di intervento in cui potranno essere inseriti i soggetti individuati - spiegano dal Comune - sono: Struttura Affari Generali; Struttura Cultura, Associazionismo e Biblioteca; Struttura Rapporti con il Cittadino; Struttura Lavori Pubblici, Patrimonio e Ambiente».

«Abbiamo accolto con favore l’opportunità che la legge ci dà di impiegare in lavori socialmente utili soggetti che devono scontare la pena per guida in stato di ebbrezza e guida sotto effetto di sostanze stupefacenti - ha aggiunto il sindaco Umberto Costantini - Si tratta di una “politica” che condividiamo, che dà la possibilità a chi ha tenuto un comportamento socialmente dannoso di riscattarsi, con attività che fanno bene a tutta la collettività e che consentono una vera e propria opera di rieducazione per il rispetto delle regole del vivere comune. Si trasformerà così un peso in una risorsa. Le persone coinvolte dal percorso potranno, con il loro lavoro, offrire maggiori servizi al paese e potranno essere, ad esempio, impiegate nella pulizia di parchi, viali, aree pubbliche oppure per una maggiore apertura della biblioteca».

Marco Pederzoli

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