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Infiltrazioni alla Lami, si punta a salvarla

di Francesco Dondi
Infiltrazioni alla Lami, si punta a salvarla

L’impresa edile esclusa dalla white list, 30 lavoratori a rischio ma il prefetto può nominare un tutor per evitare la chiusura

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L’esclusione dalla white list della Lami, importante impresa di Susano di Palagano, sta avendo già ripercussioni sull’occupazione. E non a caso sono stati i sindacati a chiedere un incontro al prefetto di Modena, Michele Di Bari, per proporre un’operazione di tutela delle maestranze e di salvataggio dell’azienda. Si parte da un assunto: le eventuali responsabilità della dirigenza non possono ricadere sui dipendenti e il lavoro va preservato. In soccorso della strategia adottata dai sindacati e che il prefetto sta approfondendo con un’interrogazione diretta a Roma, arriva un articolo specifico del decreto legge 90/2014, relativo proprio alle ordinanze prefettizie di esclusione dalla white list. Per la Lami si parla di un coinvolgimento in un sistema di scatole cinesi per un appalto in Sicilia, che si aggiunge ad una precedente indagine di metà anni 2000.

«I sindacati - spiega una nota - sono in campo per cercare di salvare l’occupazione della Lami Costruzioni, l’impresa edile di Palagano che dà lavoro a una sessantina di persone e che nei giorni scorsi ha ricevuto un’interdittiva dalla “white list”. I rappresentanti di Cgil-Cisl-Uil e delle rispettive federazioni degli edili Fillea-Filca-Feneal hanno incontrato la Prefettura per esaminare la situazione dell’azienda. L’interdittiva, infatti, ha già provocato un primo effetto negativo: la sospensione di un appalto pubblico rilevante per la Lami (si tratta di un appalto per una multiutility, ndr). Le organizzazioni sindacali di categoria hanno già avanzato una richiesta di cassa integrazione straordinaria, per trenta dipendenti e della durata di un anno, che verrà siglata dopodomani presso il ministero del Lavoro. I sindacati hanno poi sollecitato l’applicazione del decreto legge 24 giugno 2014 n. 90 (misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari) che assegna al prefetto il potere di intervenire nei confronti delle imprese interdette con misure straordinarie di sostegno e monitoraggio per garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali e la continuità dei contratti in essere».

«La prefettura ci ha assicurato l’immediata presa in carico della questione Lami Costruzioni - riferiscono i sindacati - Per evitare la perdita di contratti pubblici aperti saranno avviate le prime azioni concrete, sia nei confronti dell’azienda che dei committenti. Nei prossimi giorni proseguirà l’attività di valutazione della situazione tra prefettura e gruppo interforze, ed entro tempi accettabili verrà deliberato un indirizzo rispetto al percorso da seguire per garantire la continuità produttiva e la salvaguardia dell’occupazione».

Il decreto legge 90/2014, come si diceva, prevede in alternativa il rinnovamento degli organi sociali coinvolti, o la temporanea gestione dell’impresa da parte di amministratori giudiziari, oppure il monitoraggio con un tutor indicato dalla Prefettura.

«Le organizzazioni sindacali - concludono - riconoscendo la tempestività dell’intervento della prefettura, hanno preso atto dell’attività di verifica immediata svolta e della volontà di applicare la nuova normativa, la quale potrebbe evitare il ripetersi di situazioni che, nel recente passato, hanno messo in grave difficoltà altre aziende del territorio.

Positivo anche il giudizio sull’attività condotta dalla prefettura a presidio della legalità; a tutt’oggi sono circa 2 mila le aziende iscritte nelle white list.

«Per evitare infiltrazioni malavitose, è necessario che forze dell’ordine e istituzioni possano proseguire il loro fondamentale lavoro di controllo. Allo stesso tempo, però, - concludono Cgil-Cisl-Uil e Fillea-Filca-Feneal - bisogna fare il possibile per salvare le aziende e i posti di lavoro quando ci si trova di fronte a casi di “bassa contaminazione”».

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