Scoperti teschi e scheletri davanti al Duomo
Gli archeologi portano alla luce alcune tombe e ossari di epoca rinascimentale Labate: «Sepolture consuete. Consegneremo due resti interi agli antropologi»
Il terreno in corso Duomo è uno scrigno pieno di sorprese per i nostri archeologi. E non potrebbe essere altrimenti, dato che per secoli quel punto è stato il cuore della città. Così ha destato stupore e anche molte conferme il ritrovamento fatto l’altro giorno nel cantiere di fronte al sagrato del Duomo durante lo scavo del terreno per raggiungere le tubature di Hera: un piccolo cimitero, probabilmente parrocchiale, con scheletri e ossa di epoca rinascimentale. Il sito si trova al lato destro di via Lanfranco, vicino al portone sinistro del Duomo.
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Gli operai del cantiere hanno subito avvisato i superiori che hanno avvertito del ritrovamento la Soprintendenza per i beni archeologici di Bologna. E poco dopo è arrivato il direttore scientifico degli scavi, Donato Labate, seguito dal team dei cinque archeologi della Cooperativa Archeosistemi. Gli scavi sono proseguiti per tutta la mattina di ieri portando alla luce una consistente serie di reperti. Tutti dello stesso tipo: ossa e perimetri di mattoni che delinenano tombe non di pregio.
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«Si tratta probabilmente di un piccolo cimitero parrocchiale del Duomo - spiega Labate - è un ritrovamento abbastanza consueto avanti alle chiese antiche perché come noto le sepolture avvenivano nell’area parrocchiale, spesso davanti al sagrato, prima della riforma napoleonica che ha portato ai moderni cimiteri».
Gli archeologi hanno trovato infatti alcune tombe e anche degli ossari. Nelle tombe sono stati trovati scheletri interi ben conservati. I due in miglior stato di conservazione - un uomo e un adolescente - sono stati imbustati e verranno presto consegnati agli antropologi per studi che riveleranno non solo le caratteristiche fisiche ma età, eventuali traumi subiti, probabili malattie e soprattutto tipo di nutrizione.
«Oggi l’antropologia può dare molte risposte ai reperti che procura l’archeologo - spiega Labate - e questi scheletri ci possono fornire un quadro delle condizioni di vita della persona defunta».
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Non tutte le ossa sono state ovviamente raccolte. La loro quantità per ora è imprecisabile e lo scavo di ieri è arrivato solo a settanta centimetri, la profondità che serve per lavorare alla sostituzione dei tubi. Sotto si trovano sicuramente altri reperti e quasi certamente altri scheletri, magari più antichi. Ma non è questo il compito degli archeologi in corso Duomo.
«Siamo qui per fare una verifica sul sito - puntalizza Labate - al termine dei nostri scavi, dopo che avremo preso alcuni reperti, tutto sarà nuovamente ricoperto e pavimentato secondo i piani dell’intervento».
Ma chi erano le persone che oggi sono solo ossa? «Probabilmente sono vissuti nel Cinquecento. Ce ne sono di varie età e altezze. Molte ossa sono frutto di riesumazioni e risepolture».
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