Bonaccini-Richetti: è la resa dei conti tra i due renziani
Il segretario temporeggia ancora, l’onorevole prepara l’esercito dei comitati in attesa che si faccia la prima mossa
Avevamo parlato di gelo e la temperatura sta diventando veramente polare. Il disgelo potrebbe essere possibili se fossero vicini, ma pare proprio che in queste ore uno sia a nord e l’altro a sud. Poli opposti del “mondo Renzi” che stanno per scontrarsi in quella che sarà la rivoluzione annunciata dell’Emilia Romagna: Matteo Richetti e Stefano Bonaccini, lo avevamo scritto anche poco più di un mese fa, sarebbe lo scontro con la s maiuscola. Scontro tra due amici, tra i due giovani - non proprio “issimi” - della politica modenese. Scontro tra due modi diversi di intendere la politica, per storia, formazione e impostazione, che ora stanno dalla stessa parte. Così, insomma, si prepara la rivoluzione. Rivoluzione non tanto per il cambio di passo - va detto che Errani procedeva già speditamente - rivoluzione nelle facce che dopo 15 anni potrebbero cambiare, rivoluzione nel modo, con un renziano pronto ad ereditare la regione rossa per eccellenza.
Ma c’è modo e modo di essere renziani. Così come c’è modo e modo di candidarsi. Lo sanno bene Bonaccini e Richetti che si stanno “annusando” a distanza. Il ritornello “adesso tocca a me” sarebbe alla base della posizione di entrambi, che non conosce al momento conciliazioni. Renzi poteva risolverla trovando un terzo candidato, il Delrio o il Poletti di turno, ma il blitz non è riuscito e il percorso emiliano-romagnolo è stato all’insegna del “pensateci voi e trovate una soluzione”. Come avrebbe fatto Renzi a schierarsi apertamente con uno o l’altro? Difficile. Può ancora farlo ma è uno scenario che scatenerebbe, salvo accordi a tavolino per chiudere con un armistizio la trattativa, la reazione del rivale. Già, perché mai come oggi, vada come vada, Bonaccini e Richetti sono rivali.
Bonaccini pensava che fosse la sua occasione, non ha trovato in Richetti l’alleato giusto e ha temporeggiato. Richetti, sornione, ha lasciato agitare le acque ed è salito sulla cresta dell’onda come sa fare lui: nel giorno del suo quarantesimo compleanno, ringraziando gli amici per gli auguri, con un post su Facebook che richiamava tutti alle prossime sfide con senso di responsabilità. Una sorta di “siamo in ballo, balliamo”.
Così si è arrivati alle ultime ore, tese come non mai. Richetti c’è, i comitati si organizzano, hanno iniziato ad organizzare la corsa alle primarie - 21 o 28 settembre come stabilito dalla direzione regionale e presto ci sarà la data ufficiale - che andrà da Piacenza alla Romagna avrà a Modena un sapore particolare se, davvero, saranno uno contro l’altro.
Stefano Bonaccini ha preso tempo, ha esercitato il suo ruolo di segretario regionale sondando gli alleati per il percorso da tracciare, ma ora è tempo delle scelte. Definitive, una volta per tutte: o sì o no, per entrambi per evitare di ridurre tutto ad una sfida personale.
Modena, come provincia intera, si dividerà non poco nell’appoggio all’uno e all’altro. Richetti paga il fatto di dire sempre come la pensa, Bonaccini di non essersi candidato a sindaco nel momento dovuto. Richetti gode dell’appoggio del distretto ceramico, Bonaccini ha i suoi fedelissimi che stanno già iniziando ad impostare la corsa come il partito sa fare, a partire dall’endorsement di Muzzarelli. E non a caso sarà importante la Festa Pd, che mai come quest’anno reciterà un ruolo strategico.
Al momento l'unico candidato ufficialmente in pista è l'ex sindaco di Forlì Roberto Balzani. Ci stanno pensando anche la vicepresidente uscente Simonetta Saliera, l'assessore regionale alla scuola Patrizio Bianchi e il sindaco di Imola Daniele Manca. Ma la sfida è tutta tra Bonaccini e Richetti: potrebbe risolversi in poche ore, se uno decidesse di abbandonare il campo, o durerà per i prossimi due mesi, se andranno alle primarie. Comunque sarà bella.
@dvdberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
