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ASSESSORE REGIONALE

Case di cura: terminata l’inchiesta su Lusenti

Le indagini per falso sull’assessore regionale alla Salute. Hesperia: «Siamo soddisfatti»

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Sono terminate le indagini della Procura di Bologna sulle presunte irregolarità nelle procedure di accreditamento per l’alta specialità cardiochirurgica di alcune case di cura private in regione. L’inchiesta era nata in seguito a un esposto presentato da Hesperia contro l’operato dell’assessorato regionale alla salute diretto dell’assessore Carlo Lusenti, uno dei tre indagati nell’inchiesta.

Ieri sono stati notificati dalla stessa Procura gli avvisi di fine indagine all’assessore alle Politiche per la salute Lusenti, al direttore generale alla Sanità e Politiche sociali Tiziano Carradori e a Bruna Baldassarri dirigente dell’assessorato, insieme alla la richiesta di ulteriori approfondimenti istruttori previsti dalla legge. Si apre ora la fase successiva delle indagini in cui gli indagati potranno fornire informazioni che, scrive la Regione, «potranno confermare insieme alla piena legittimità di tutti gli atti adottati dalla Giunta regionale anche la correttezza personale e professionale dell’assessore e dei dirigenti coinvolti. Si rinnova la piena collaborazione con la magistratura, proseguendo con serenità l’attività istituzionale». Il passo successivo sarà la richiesta di rinvio a giudizio oppure di archiviazione.

Il caso era venuto alla luce nel novembre scorso quando la Procura di Bologna comunicò a Lusenti e ai due dirigenti del suo assessorato l’apertura di un fascicolo con l’accusa di falso dopo l’esposto presentato da Hesperia Hospital su presunte irregolarità nell’attribuzione di fondi nel sistema dell’accreditamento sanitario. Lusenti annuncio una denuncia per calunnia una volta chiarita la vicenda. Pronta la replica del Gruppo Garofalo, che gestisce Hesperia Hospital: «Apprendiamo con notevole soddisfazione l’esito delle indagini. Un anno fa eravamo stati accusati di aver calunniato, e qualcuno aveva addirittura osato di affermare che avremmo pagato caramente la nostra iniziativa. A quanto pare, le indagini hanno dato una risposta del tutto diversa. Spiace che in questo Paese, se non ci si vuole piegare alla burocrazia occorra chiedere l'intervento dell’autorità giudiziaria penale».

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