Cavone, nuovi dubbi sull’ok alle trivelle
«Conclusioni rassicuranti su dati vecchi, cosa accadrà ora che il pompaggio riprenderà ovunque?»
«Ora che cosa succederà nel nostro territorio, visto che il pompaggio di gas e petrolio, ricomincerà come prima del terremoto?». Se lo domanda Sandra Zagni, in una nota stampa dei No Triv del territorio, nella quale vengono nuovamente messi in dubbio i risultati rassicuranti della commissione Cavone, che ha ridato il via libera all’estrazione di gas e petrolio e al pompaggio di liquidi nel sottosuolo della Bassa.
Zagni ricorda le molteplici richieste di permessi di ricerca idrocarburi, anche nel nostro territorio. «Dopo aver constatato sulla nostra pelle che viviamo sopra una faglia sismogenetica abbiamo la necessità di tutto questo? - scrivono i No Triv - È ormai di dominio pubblico che l’Amministrazione Regionale, dopo aver nascosto il Rapporto Ichese per quasi due mesi, divenuto di dominio pubblico solo dopo un articolo apparso sulla rivista scientifica americana Science, ha nominato una seconda Commissione di esperti e un Gruppo di lavoro per chiarire i dubbi sull’innesco del terremoto, stavolta dando un tempo di 90 giorni decorsi dal 17 aprile».
«Gli esperti hanno lavorato con il Ministero - scrivono i No Triv - la ditta concessionaria Padana Energia, la Regione e i tecnici di Assomineraria, quindi noi cittadini da profani diciamo che i controllori hanno lavorato con i controllati. Il 16 giugno sono terminati gli esperimenti e un’ulteriore Commissione di sei esperti statunitensi, per la prima volta nominata nei comunicati il 7 luglio, conclude che la pressione del serbatoio non si è modificata nel raggio di 500 metri, elemento che esclude un innesco ad oltre 20 chilometri di distanza, ossia il luogo del primo epicentro”. Siamo certi che la pressione provocata, sia stata uguale a quella del maggio 2012? Com’era successo alcuni mesi, fa viene pubblicato un articolo su “Science” (medesimo autore E. Cartlidge), che mette in luce un’altra scomoda verità: secondo l’autore, l’ultima Commissione di sei esperti avrebbe redatto il proprio rapporto tra fine 2012 (al tempo la prima Commissione Ichese non aveva neppure iniziato a lavorare...) e inizio 2013 e che secondo uno degli autori sarebbe stato commissionato e pagato da Eni, quindi la maggior parte del documento sarebbe stata espletata prima dell’inizio della sperimentazione al Cavone e i risultati sarebbero serviti per confermare, a posteriori, quello che già avevano scritto in precedenza, anche senza i dati relativi al giacimento. Il giornalista Cartlidge asserisce che ciò che fa discutere di questo rapporto statunitense è che non sia stato commissionato da enti pubblici, come l’Ichese, ma da enti privati; inoltre al termine del rapporto Ingv asserisce che “pur non entrando nel merito dei risultati ottenuti, attesta la validità del modello generato”. Noi ci chiediamo: come mai l’Ingv non è entrato nel merito? ... I cittadini a chi debbono credere? Vivere in un territorio così fragile comporta dei rischi, come asserisce il prof Ortolani, geologo dell’Università di Napoli».
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