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Centri di bellezza abusivi: una piaga da contrastare

Centri di bellezza abusivi: una piaga da contrastare

Fiorano. Nel distretto ceramico perso il 15% degli occupati in appena cinque anni Rondelli (Cna): «Daremo ai sindaci un protocollo per contrastare il lavoro nero»

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FIORANO. Non è un fenomeno nuovo e riguarda tantissime categorie, ma di certo il settore dei servizi alla persona, in particolare acconciatura ed estetica, risulta tra quelli maggiormente penalizzati dalla concorrenza sleale del lavoro nero. Una considerazione valida anche a Fiorano e più complessivamente nell’intera zona del comprensorio di Sassuolo, dove, nell’area delle attività di servizi alla persona, operano complessivamente circa 400 imprese, aziende che occupano quasi 900 persone, il 15% in meno di quelle che operavano appena cinque anni fa.

Un dato che testimonia la crisi nell’ambito di questo tipo di servizi, dove ritroviamo tutte le attività connesse alla bellezza e che oggi subiscono gli effetti non solo della contrazione dei consumi, ma anche quella delle attività abusive. Che, peraltro, non hanno soltanto conseguenze di tipo “economico”, ma che nascondono diversi pericoli per i clienti. Infatti, l’igiene, la sicurezza e la qualità delle prestazioni fornite e dei prodotti venduti non sono garantite dagli abusivi, perché il loro lavoro sfugge alle maglie dei controlli amministrativi, sanitari e fiscali; controlli che invece sono attuati con regolarità nei confronti degli operatori che svolgono la propria attività in modo trasparente, dopo aver superato tutti i percorsi di formazione teorica e pratica, con tanto di esame finale, che rappresentano quindi una notevole garanzia per i clienti.

Questi ultimi, quindi, rivolgendosi al sommerso, corrono rischi davvero gravi (infezioni di varia natura, epatiti, tanto per fare solo qualche esempio), visto che la legge prevede sterilizzazioni e disinfezioni che possono essere eseguiti in modo efficace solo in locali in regola.

«Ma c’è di più - osserva Mauro Rondelli, direttore della Cna di Fiorano, che sottolinea una crescita delle segnalazioni, da parte degli associati, della presenza di operatori abusivi - l’abusivo non solo danneggia le imprese in regola, ma costringe i suoi stessi clienti a pagare anche le tasse che lui non paga. Ecco perché nella battaglia contro l’abusivismo debbono essere coinvolte le imprese regolari, gli enti che devono effettuare i controlli, ma anche i consumatori. È proprio con questa finalità che abbiamo presentato ai sindaci del distretto un protocollo d’intesa che consenta di tutelare i consumatori da un lato e le imprese “vere” dall’altro, protocollo che speriamo possa essere sottoscritto nelle prossime settimane». (al. sci.)

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