Pini: «Basta personalismi, la Regione parli al futuro»
Onorevole Giuditta Pini e la lunga estate calda. Alla Camera per una no stop di votazioni, tra le principali avversarie dei grillini, battibecca volentieri con Carlo Giovanardi, ora è finita anche...
Onorevole Giuditta Pini e la lunga estate calda. Alla Camera per una no stop di votazioni, tra le principali avversarie dei grillini, battibecca volentieri con Carlo Giovanardi, ora è finita anche nel mirino di una parte dei Giovani Democratici per il “congresso non congresso” di Modena e di Italia Nostra per i suoi pensieri sul Sant’Agostino.
Onorevole Pini, cosa sta succedendo? E’ nel mirino?
«Non credo di essere nel mirino, semplicemente sono diventata un interlocutore per alcuni pezzi di società che amano molto esternare».
Partiamo da Roma. Tempi duri per il governo Renzi e le riforme?
«Era facile immaginare che chiedere a un ramo del parlamento di auto-riformarsi non sarebbe stata una passeggiata. La politica sta mostrando di voler procedere con decisione sulla via delle riforme. È giusto il dibattito, anche duro, ma l'importante è che alla fine si arrivi ad una soluzione, il più possibile condivisa».
Arriviamo a Modena. Anche qui ci sarebbe bisogno di riforme. Lo sa che per tenere aperta la Ghirlandina ad agosto c'è voluta una mezza sollevazione popolare?
«Per molti anni Modena non ha messo in rete in modo strutturale il suo patrimonio turistico e culturale. Adesso finalmente anche nella nostra città si sta iniziando a cambiare, ed il fatto che anche i cittadini si interessino e chiedano l'apertura della Ghirlandina vuol dire che anche i modenesi iniziano a fare pressione per visitare i propri monumenti. La risposta del Comune è molto positiva».
Turismo e cultura sono state al centro dell'ultima campagna elettorale. Modena cosa deve fare di più?
«Deve riuscire a valorizzare le enormi potenzialità che ha la città. Dal Festival della Filosofia al Duomo, dalla sua Università ai suoi teatri e alle fondazioni, dal Mef al tentativo che stiamo facendo tra Comune e commissione Difesa per riportare il Festival delle Bande militari in città, fino ad arrivare alla sua ricca scena musicale, anche giovanile. Per troppo tempo non c'è stato dialogo tra questi attori».
Sul Sant'Agostino si è espressa chiaramente. Cosa le piace e cosa no?
«Mi piace molto l'idea di rivalorizzare il complesso del Sant'Agostino, e mi piace l'idea che a farlo sia un progetto di Gae Aulenti. Quello che non mi piace è la volontà di fare polemica a tutti i costi, ed è per questo che ho proposto un'assemblea pubblica per discuterne».
A Italia Nostra cosa si sente di dire?
«Di venire all'assemblea e di spiegare le sue posizioni, con l'augurio che possa superare la fase epistolare e passare a quella delle proposte, magari condivise».
Ultimamente anche i suoi colleghi dei Giovani Democratici non le hanno risparmiato critiche. Cosa è successo a Modena?
«Abbiamo avuto il congresso provinciale del Pd e le elezioni amministrative oltre che il congresso nazionale del Partito ed un cambio di governo: in ogni momento la giovanile rischiava di rimanere schiacciata dalla discussione del partito. Durante questi mesi abbiamo deciso all'unanimità di rinviare il congresso provinciale, due settimane fa mi sono dimessa ed è stato nominato un coordinatore provvisorio che ha il compito di portare l'organizzazione a congresso e di aiutare i circoli a ripartire».
Qualcuno lo ha definito un golpe.
«Vede, il golpe sono i militari che uccidono i civili e destituiscono un Governo, prendere decisioni con una maggioranza e una minoranza e votare un coordinatore dopo mesi di incontri e trattative è democrazia, anche se a qualcuno può non piacere».
I Gd sono in crisi?
«I Gd hanno avuto un lungo momento di crisi, come il Pd del resto, ma credo che la stiano già superando egregiamente: abbiamo eletto ragazzi in moltissimi comuni della provincia, l’altra sera c’erano oltre 70 ragazzi a Marano alla festa dei Gd e la federazione sta organizzando iniziative per la festa provinciale e per l'autunno. Il miglior modo per dare una mano all'organizzazione giovanile è quello di evitare di riportare lo stesso metodo del partito al suo interno».
E il partito di Modena?
«Anche il partito è in un momento di forte crisi, ci stiamo polarizzando troppo sui personalismi e spesso i militanti si sentono coinvolti solo per organizzare le primarie e i turni alle feste. Dobbiamo tornare a far sentire chi si tessera al Pd parte di una comunità, con idee e momenti di confronto veri. È un lavoro lungo e faticoso, ma credo che se lavoriamo insieme ce la faremo».
Come vede le prossime Regionali?
«Sarà un momento importante per discutere di come vediamo la nostra Regione nel futuro, su come intendiamo ripartire, per fare il punto sull'ottimo lavoro fatto in questi ultimi anni, per rilanciare la Regione e per completare le opere di ricostruzione post sisma. Se riusciremo a far partecipare gli emiliano romagnoli a questa discussione le elezioni saranno un momento di ricostruzione importantissimo». (d.b.)
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