Gazzetta di Modena

Modena

violenza in famiglia

Prende a pugni la moglie e la bimba di sette mesi

di Stefano Totaro
Prende a pugni la moglie e la bimba di sette mesi

Una lite familiare nel cuore della notte iniziata in casa e finita in strada La Volante arriva ed arresta il marocchino, mamma e figlia curate in ospedale

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Ha picchiato la moglie e la figlia di quasi sette mesi. Lui è finito in cella, bloccato subito dalla polizia, le due vittime invece al pronto soccorso del Policlinico. Stanno bene, nonostante la furia di quell’uomo, se la caveranno. La piccola aveva un forte rigonfiamento nei pressi di un occhio e della fronte, laddove era arrivato un pugno, un colpo che con ogni probabilità era diretto alla madre e che invece è finito per colpire la bimba, in braccio al genitore. Una furia cieca, dunque, tanto da non rendersi conto che il suo pestaggio poteva coinvolgere direttamente la bambina, come poi purtroppo è avvenuto. La brutta vicenda l’altra notte, a Modena città, più o meno verso le quattro. Al centralino della polizia arrivano più chiamate d’allarme, chiedono un intervento urgente perché da un appartamento giungono grida e rumori di oggetti che si infrangono, colpi contro i muri. Una forte confusione che non lascia presagire nulla di buono. Una pattuglia della Volante in servizio notturno si precipita sul posto. Nel frattempo la lite si è spostata in strada: la mamma con la figlia in braccio stava cercando di scappare per sottrarsi ai colpi. Calci e pugni ovunque e, come detto, pure la piccola è stata raggiunta, facendosi male al capo. La Volante arriva in tempo, blocca ed arresta il padre violento. È un marocchino la cui rabbia, scatenata pare per futili motivi ed amplificata dall’alcol, lo aveva indotto al pestaggio. La donna, una marocchina di 24 anni e la figlia, sono state accompagnate al Policlinico, al pronto soccorso. Sono state sottoposte ad alcune medicazioni, le ferite non erano gravi e fortunatamente non c’è stato bisogno del ricovero. Quanto al marito è scattato l’arresto. Danneggiamento aggravato e, essendosi anche scatenato nel momento dell’arresto, pure il reato di resistenza a pubblico ufficiale. E poi bisognerà tener presente la violenza domestica, botte alla moglie e alla figlia di neanche un anno: le nuove norme introdotte recentemente contro il femminicidio si basano soprattutto sull’inasprimento delle pene e delle misure cautelari. È stato introdotto l’arresto in flagranza obbligatorio per i reati di maltrattamenti in famiglia e per il reato di stalking.

Sempre con più frequenza, sia d’estate che d’inverno (non è un fenomeno stagionale) al centralino della polizia giungono chiamate per liti familiari. Le Volanti si precipitano, al fine di evitare che la situazione degeneri nel sangue, e gli agenti si ritrovano a fare da “assistenti sociali”. Fanno da pacieri, devono analizzare il caso per poi segnalarlo, dirimere questioni spesso gravate dal disagio economico e, appunto, da quello sociale.

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