«Arbe grafiche, i licenziamenti ora più vicini»
Fumata nera all’incontro tra i sindacati e la proprietà sul futuro dell’azienda e degli operai
Fumata nera nell'incontro tra le organizzazioni sindacali Slc-Cgil e Fistel-Cisl e l'Arbe grafiche, nella persona del proprietario Riccardo Bertolini, assistito da Confindustria Modena. «Nel corso dell'incontro, la proprietà ha fermamente respinto ogni proposta avanzata dai sindacati, per tentare di evitare i licenziamenti dei 26 dipendenti, che appaiono ormai certi entro metà settembre. - spiegano i sindacati - In tale data si esaurisce il tempo previsto dalla legge per svolgere il confronto sindacale, e appare chiara l'intenzione di procedere ai licenziamenti anche senza aver raggiunto accordi».
«Le proposte sindacali, che non comportavano alcuna spesa aggiuntiva per l'impresa, - proseguono - avrebbero permesso di guadagnare tempo, evitando per il momento i licenziamenti, e permettendo di lavorare su soluzioni alternative, verificando interessamenti di altre società a rilevare l'attività, tentando di ottenere ulteriori ammortizzatori sociali e lavorando su ipotesi di ricollocazioni lavorative.
Appare ormai molto chiaro il disinteresse a ricercare soluzioni che vengano incontro alle esigenze dei lavoratori, ai quali l'azienda ha dichiarato che le ferie della chiusura prevista per le prossime due settimane, non saranno pagate nel mese di agosto, ma rimandando a settembre le ripetute richieste di verifica avanzate». Critiche anche a Confindustria, che comunicando la chiusura dell'associazione per il periodo estivo, ha annunciato che il confronto non poteva proseguire se non a fine mese: «perseguendo un atteggiamento di non prendere in alcun modo posizione su una vicenda che vede i lavoratori sull'orlo del baratro. Secondo i sindacati la vertenza dell'Arbe di Modena, sembra sempre più chiaramente dovuta ad una speculazione immobiliare, legata alla vendita del capannone, allo scopo di fare cassa per l'imprenditore, senza tenere conto delle ripercussioni sui lavoratori». La richiesta è quella di riaprire il confronto, e di permettere di ottenere quel rinvio dei licenziamenti, che per i lavoratori può significare la possibilità di continuare ad avere un posto di lavoro, o almeno di ottenere ammortizzatori sociali».
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