Gazzetta di Modena

Modena

Modenese il primo Tir cacciato da Putin

Modenese il primo Tir cacciato da Putin

Ucraina e sanzioni, la Russia chiude agli alimentari Ue. A rischio 39 milioni di export sui prodotti tipici

3 MINUTI DI LETTURA





Dalla Russia con furore: potrebbe essere questo il titolo dell’ultimo atto dei rapporti tra l’ex Unione Sovietica e l’Europa.

Uno dei primi camion fermati alla frontiera dell’Est è stato un Tir modenese carico di pere.

Già pronta la rescissione del contratto con la Fruit Modena Group che aveva mandato un carico di pere. Così è stato rispedito a Sorbara il mezzo e il camionista: Il guidatore ne ha preso atto e dopo aver contattato la ditta di via Torrazzi ha girato il camion ed è tornato in Italia.

Per una ditta che fattura 45 milioni all’anno nella commercializzazione della frutta l’incidente di percorso non mette in crisi la salute economica dell’impresa ma è comunque uno sgarbo. Inevitabile, visto che si tratta di questioni diplomatiche.

A fare le spese del blocco saranno i prodotti più apprezzati dai buongustai di Mosca e S.Pietroburgo. La Russia vieterà le importazioni di cibo dagli Stati Uniti e quella di frutta e verdura dall'Unione Europea come ritorsione per le sanzioni internazionali decise nei suoi confronti per gli aiuti ai ribelli ucraini.

Prosciutti, balsamico, parmigiano e lambrusco corrono il rischio di finire nella lista nera dei prodotti che verranno tenuti fuori dalle frontiere russe assieme agli altri, su un totale di 706 milioni di export alimentare dall’Italia alla Russia.

La notizia del blocco delle importazioni per i prodotti alimentari targati Usa o Cee ha fatto il giro degli addetti ai lavori già in prima mattinata. Alle 8.30 le agenzie di stampa avevano battuto il comunicato ufficiale dell'agenzia Ria, citando il portavoce dell'Agenzia per la Sicurezza Alimentare Russa, secondo il quale nel bando rientreranno un quota "sostanziale" di prodotti alimentari Usa, incluso il pollame e tutti i prodotti di frutta e verdura europei.

Per Modena questo è stato un pessimo segnale. Mentre a Bruxelles la Comunità Europea si dice “rammaricata” della decisione, a Modena più prosaicamente si fanno i conti di come peserà questa scelta nell’economia della provincia. L’export alimentare dalla Ghirlandina a Mosca è - tutto compreso - di quasi 39 milioni di euro. Quanto diminuiranno le esportazioni delle nostre eccellenze alimentari verso la Russia di Putin? I prosciutti e il Parmigiano arriveranno di contrabbando? Gli operatori del settore sono perplessi e restano in attesa degli eventi; loro sanno bene che i nostri sono prodotti d’élite, che riguardano la piccola parte superbenestante della nazione.

I nuovi ricchi dunque anche oggi potranno continuare a pagare. Così, prevedibilmente, nasceranno società che avranno sede legale in un paese terzo del blocco ex sovietico e poi prenderanno la strada dei ristoranti più costosi.

Basti un esempio per indicare il gradimento dei nostri prodotti. Da poco più di un anno il Parmigiano Reggiano è stato inserito tra i prodotti iscritti nell’elenco russo delle indicazioni geografiche protette e l’export ha fatto segnare un incremento del 21% in un solo anno, da 10 mila a 12 mila forme. Poco, per una realtà come quella del consorzio dove 3,2 milioni di forme l’esportazione ne vende 1 milione in tutto il mondo. Ma molto se si guarda alla velocità di crescita.

Lo stesso discorso si può fare, con numeri diversi, per il lambrusco. Il consorzio che tutela quelli tipici di Modena e Reggio ne esporta verso il Cremlino tra i 5 e i 6 milioni per valori vicini ai 7 milioni.

«La Russia - commenta il presidente nazionale della Coldiretti, Roberto Moncalvo - perchè sa che è un elemento di crescita nella Ue in un momento di stagnazione. Lo dimostra il fatto che le esportazioni tricolori per la tavola sono cresciute globalmente del 5% toccando i 34 miliardi nel 2013».

Saverio Cioce

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google