Si rovescia carro: un morto e tre feriti
Vittima operaio agricolo 22enne, stavano rientrando dopo la raccolta della frutta nella golena. Era il primo giorno di lavoro
SAN CESARIO. Morire a 22 anni, lontano migliaia di chilometri da casa, in piena campagna emiliana, al termine della prima giornata di lavoro. È la tragedia che si è portata via Robert Hebda, operaio venuto dalla Polonia per fare i mestieri che evidentemente tanti italiani non vogliono più fare, come raccogliere le pere.
Una tragedia con altri tre feriti, uno dei quali grave, che si è consumata ieri pomeriggio a Sant’Anna, nel fondo agricolo Caselli, di proprietà della signora Vanda Caselli. Siamo a due passi dal campo sportivo, nella golena del fiume Panaro, campagna che un tempo dava frutta ricca alle industrie di trasformazione del territorio, campagna poi drasticamente trasformata in una terra circondata da argini che hanno parzialmente cambiato il paesaggio. Due argini: quello sul fiume, verso Modena e San Donnino, e quello a protezione delle nuove lottizzazioni di Sant’Anna, verso Bologna. L’incidente là in mezzo, alle 17, quando la squadra dei giovani operai quasi tutti polacchi stava risalendo verso il nuovo argine, per attraversarlo e portare i carro agricolo nel deposito preso in affitto a poca distanza dall’azienda Bellentani, di Sant’Anna.
Sul carro (di quelli utilizzati per la raccolta della frutta) c’erano in quattro, secondo la prima ricostruzione dei carabinieri di Castelfranco, accorsi sul posto assieme alla Medicina del Lavoro, a disgrazia ormai avvenuta.
I testimoni, identificati e a lungo interrogati hanno riferito, tra disperazione e lacrime, che alla guida c’era proprio Robert. Non uno sprovveduto: a raccogliere la frutta a Sant’Anna c’era già venuto, lo scorso anno, assieme ad altri coetanei.
Li assume da tempo Paolo Pallotti, imprenditore agricolo, che ha preso in affitto anche il fondo Caselli, dove impiega regolarmente ogni anno questi giovani dell’Est, dalla nazione della fidanzata.
Ieri, al lavoro nella golena di Sant’Anna, erano arrivati in una ventina. Inclusi quei 4 a bordo del carro. Ci vorranno conferme, ma è probabile che Robert abbia commesso un errore purtroppo non raro con questi carri, specie in salita. Per abbreviare il tragitto di ritorno ha infatti imboccato la rampa in sterrato verso il magazzino, verso nord, più ripida. E l’ha imboccata inserendo la marcia più alta, non la “tartaruga”, la ridotta. Il carro dapprima ha percorso la salita, poi è andato in stallo. Hebda deve avere tentato di inserire la ridotta, ma è scattata la folle, che con questi carri in movimento si fa una gran fatica a disinserire. Il carro ha iniziato a indietreggiare. Finchè ha potuto, l’autista l’ha tenuto sullo sterrato poi, con quelle piccole ruote motrici, è uscito verso il frutteto. E si è ribaltato.
«Bastavano tre metri, e si sarebbe appoggiato ad una querciola che gli avrebbe impedito di rovesciarsi del tutto», commentavano ieri gli agricoltori esperti del posto. Robert invece è finito sotto al carro, con la testa tra il motore e il volante, senza speranza.
Feriti i suoi compagni di viaggio, un 55enne e una ragazza di 28 anni, polacca. Sono stati trasportati l’uno all’ospedale Maggiore con l’elisoccorso di Bologna, l’altra in ambulanza all’ospedale di Baggiovara. Solo contusioni per il terzo, un altro polacco di 22 anni, rimasto pressochè illeso.
Il corpo di Robert è stato recuperato dopo che le speciali gru dei vigili del fuoco, giunti con tre mezzi da Modena, hanno sollevato il carro agricolo riportandolo sullo sterrato.
La salma del 22enne è ora in medicina legale, a disposizione del magistrato che ieri ha aperto un’inchiesta, per accertare eventuali responsabilità. Sul posto, fino a tarda ora, si sono invece trattenuti Pallotti e i suoi ragazzi, spaesati e sconvolti, che hanno avvisato i parenti in Polonia.
Alberto Setti
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