Chikungunya, allarme rientrato
La donna ricoverata a Baggiovara non ha contratto la malattia che è trasmessa dalla zanzara tigre
Caso sospetto di chikungunya, con un paziente donna ricoverato in ospedale e relativa disinfestazione della zona: non c’è presenza di virus.
L’allarme pertanto rientra, mettendo la parola fine alle preoccupazioni dei residenti delle via Marianini, Ruffini e altre ancora e dintorni, che l’altra sera, verso le 23, sono stati “visitati” dalla polizia municipale. Ieri sera seconda visita in zona, questa volta molto più gradita dai cittadini.
Le analisi di laboratorio hanno dato dunque il responso sperato. Non si è trattato di chikungunya, la malattia che può venire trasmessa dalla zanzara tigre. La disinfestazione effettuata, in seguito alla segnalazione del servizio di Igiene Pubblica di quello che pareva essere un caso sospetto, è stata comunque una procedura necessaria a scopo precauzionale.
Tutto è nato da l caso di una donna italiana che manifestava dei sintomi che potevano essere collegati a questa malattia: la febbre cosiddetta chikungunya ( dalla parola che in lingua swahili significa “torcersi per il dolore”) è una malattia dal decorso normalmente benigno, ma a volte temporaneamente invalidante a causa dei dolori articolari molto intensi, che possono persistere anche per settimane. Questa malattia si manifesta dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni, e si manifesta come una forte influenza: febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti artralgie tali da limitare molto i movimenti dei pazienti che quindi tendono a rimanere immobili. Dunque la donna accusa questi sintomi, viene ricoverata a Baggiovara in Medicina dove è tuttora e, dicono, nel complesso sta abbastanza bene. e sta nel complesso abbastanza bene. Nel contempo i suoi sintomi, probabilmente rilevati dal medico curante o al pronto soccorso, in base ai protocolli regionali avevano fatto scattare l’allarme e il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl ha così avvisato il Comune che ha provveduto a disinfestare la zona.
Gli operatori di polizia municipale hanno comunicato la disinfestazione direttamente a casa dei residenti della zona interessata e con l’affissione di volantini per coloro che non fossero in casa.
La zanzara tigre, dunque può trasmettere la Chikungunya e proprio la nostra regione, sette ani fa, conobbe per la prima volta in Italia e in Europa, questa realtà: il Ministero della Salute italiano diramò un comunicato che confermò un'epidemia di Chikungunya nei paesi di Castiglione di Cervia e Castiglione di Ravenna. Responsabile della diffusione dell'infezione un immigrato indiano che in quel periodo si trovava nella zona dopo avere contratto la malattia nel suo paese natale. Una puntura, fastidiosa e dolorosa, comunque non deve gettare nel panico: la zanzara tigre è solamente un vettore e nella nostra zona la Chikungunya non è una patologia endemica.
Stefano Totaro
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