In pellegrinaggio per vedere il Kom
A Zocca il turismo è anche questo: decine di fan di Vasco Rossi invadono ogni giorno il paese perchè sanno che è a casa
ZOCCA. Qui si fa la storia. Ogni giorno diverse centinaia di fan si accalcano, infatti, davanti a casa sua. Chi per una foto. Chi per un autografo. Chi per una stretta di mano. E chi anche solo per vederlo un attimo visto che lui è ancora in paese per riposarsi o per lasciare una dedica sulla strada, sul cancello o sul muro di cinta della sua casa. Vasco Rossi è il loro mito, il loro idolo, ma soprattutto è il loro “Kom” e Zocca è diventata da tempo la “Terrasanta del rock italiano”, meta indiscussa di continui pellegrinaggi, firmando la loro presenza, respirando “l'atmosfera Vasco”, solo per esserci.
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Zocca paese della musica appunto. È una processione che non si interrompe da anni quella a casa di Vasco Rossi in Via Divisione Tridentina a Verucchia (frazione di Zocca) e che va avanti giorno dopo giorno. Soprattutto in quest'ultimo periodo, dopo che si è appena concluso l'ultimo fortunato tour “Live Kom 2014” con il record di presenze (oltre 400mila i biglietti venduti) in sole sette date di concerti. Perché Vasco è una fede. Il pavimento stradale sembra un passaggio del Giro d'Italia stratificato di scritte su scritte che si cancellano, spuntano, sfumano, si ripetono. Un mosaico colorato a bomboletta, pennarello, vernici e qualsiasi cosa possa restare una volta tracciata: “La vita è una follia, tu la rendi poesia“, “Komdannati ad amarti“, “Vasco, le tue canzoni raccontano la mia vita“, “Voglio una vita spericolata“, “Sei la colonna sonora della mia vita“, “Un solo Dio: Vasco“, “Vasco la legge sei tu“.
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E poi lucchetti, bottiglie di birra, pacchetti di sigarette e altri oggetti legati a canzoni e “vissuto”. Una vera e propria storia d'amore senza fine tra lui e i suoi fan. A sessantadue anni, il Komandante si conferma, infatti, il cantante italiano più seguito in assoluto, da grandi e piccini. Generazioni diverse lo seguono in giro per l'Italia e tutti cantano a squarciagola le sue canzoni. E anche qui a Zocca arrivano da tutte le parti per vedere da vicino l'unica e vera rockstar. Non temono distanze né orari. I suoi fan sono una comunità: “il popolo del Kom”. Tra di loro si conoscono e si riconoscono.
Molti si sono già incontrati durante i vari concerti a cui partecipano da anni. Un popolo che non conosce, quindi, confini né limiti d'età. Li si può già intravvedere dal mattino presto lungo la via principale del paese con le loro magliette e le loro felpe inneggianti al rocker, con i loro cappellini targati “Il Blasco”, zaini in spalla, alla ricerca di un ricordo, di una situazione da fotografare, di un'emozione da vivere. La casa della rockstar e la sua strada sono davvero un museo a cielo aperto, essendo completamente coperte di scritte, graffiti e ricordi. Un fenomeno che via via si è accelerato ma che non infastidisce nessuno a Zocca. Perché coi suoi fan Vasco alimenta il turismo. Tanti, sul territorio, sono i locali culto di ritrovo degli appassionati e covo permanente del popolo del Kom tra cui il BiBap Bar, l'Eis Cafè Trieste, il Ristorante Pizzeria L'Aquila e il Roxy Bar. Da anni le legioni dei suoi fan fanno frequentemente una scappata a Zocca tutti mossi dallo stesso scopo: lasciare un segno. Una frase, una firma, una dedica.
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