Lo strazio per Robert: «Un ragazzo eccezionale»
Sconvolti i giovani venuti con lui dalla Polonia per lavorare nei campi a Sant’Anna Resta molto grave l’italiano ferito nel ribaltamento del carro agricolo sull’argine
«Un bravissimo ragazzo». Lo ricorda così chi l’ha conosciuto, Robert Hebda. Il ventiduenne morto nel tragico incidente di Sant’Anna, al rientro da una giornata di lavoro nel frutteto, alloggiava in un appartamento in via Tiraboschi, alla Cavazzona, assieme ad alcuni connazionali polacchi, operai in regola che lavoravano con lui. Giovani ieri ancora segnati dal dolore, nelle parole e nell’emozione.
«Era un ottimo ragazzo, non vi posso dire altro: scusate», riesce solo ad accennare un’amica commossa sulla porta dell’alloggio. «Davvero un’ottima persona», aggiungono a Manzolino, molto scossi, i datori di lavoro, la famiglia Pallotti. Poche parole dopo la tragedia, per una forma di rispettoso silenzio nei confronti della vittima. Robert mercoledì aveva appena concluso il turno di raccolta. Era il primo giorno in Italia e stava tornando al magazzino di Sant’Anna assieme ad altri tre operai agricoli. Uno dei tre, una polacca di 28 anni ieri era ancora ricoverata a Baggiovara, in prognosi riservata. È stata subito posta in terapia intensiva.
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Le sue condizioni sono lievemente migliorate, ma non al punto da far sciogliere la prognosi ai medici, come era sembrato inizialmente. Resta poi serio il quadro del 55enne italiano della zona, coinvolto nell’incidente e ricoverato in elicottero all’ospedale Maggiore di Bologna. Ieri è rimasto in rianimazione e per i medici sono difficili miglioramenti immediati. Sostanzialmente illeso, invece, un quarto giovane passeggero a bordo del mezzo. «Era il carro più nuovo che Ballotti aveva comprato - ha ricordato Tiziano Bagazzi, lavoratore nel magazzino per la raccolta della frutta - lo ha da circa un anno. Ha un sistema idrostatico nuovo». Il mezzo che si è ribaltato sulla rampa per uscire dal pereto e scavalcare l’argine della golena del Panaro è andato in stallo. Chi era alla guida - per ora si presume Robert - ha forse cercato d’inserire la marcia più lenta (la “tartaruga”), ma il carro è andato in folle, iniziando a indietreggiare. Uscito dal frutteto, il ribaltamento fatale, a sinistra: Robert è rimasto incastrato tra il volante e il motore. «Mi ricordavo del ragazzo - ha aggiunto Bagazzi - era venuto anche l’anno scorso. Avevano terminato il lavoro, tornavano dopo l’ultima raccolta. Avevano già raccolto pere Williams durante il giorno, ma non ne avevano più a bordo. Dopo l’incidente qui non si è visto nessuno, una tragedia». «Ho capito che era successo qualcosa di strano - ha raccontato scossa Vanda Caselli, proprietaria del fondo agricolo dato in affitto a Paolo Pallotti, a due passi dal campo sportivo, nella golena del fiume, accorsa sul posto - quando ho sentito arrivare l’elicottero e due o tre mezzi del 118. Ricordo che il ragazzo era venuto lo scorso anno, però non lo conoscevo così bene». Gabriele Farina
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