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«Non possiamo abbandonare l’oratorio»

«Non possiamo abbandonare l’oratorio»

«Per l’ennesima volta sono a fare un appello sperando venga raccolto da chi di dovere. Attorno alla parrocchia di Sant'Antonio, ex fratini, vivono circa 6mila famiglie sassolesi, di conseguenza penso...

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«Per l’ennesima volta sono a fare un appello sperando venga raccolto da chi di dovere. Attorno alla parrocchia di Sant'Antonio, ex fratini, vivono circa 6mila famiglie sassolesi, di conseguenza penso che il problema del ricreatorio San Francesco sia anche una questione sociale». Così Giorgio “Coccheri” Barbieri sulle ultime notizie riguardanti la cessazione dell'attività della società di calcio e la fine di una parrocchia ed un ricreatorio che esistevano da decenni.

«Noi della politica locale – continua - in campagna elettorale, avevamo promesso aiuti per lo sviluppo del progetto di recupero della parrocchia, prevedendo che il vecchio e amatissimo campo da calcio, venga frazionato per realizzarci un campo da calcio a sette in sintetico, un campo da calcio a cinque coperto e uno spazio per far giocare i bambini. Nel progetto era anche previsto di allargare il parcheggio per un miglior servizio alla chiesa e alle altre attività. Oggi come oggi, in quello che era uno degli spazi più vitali della città, non c’è più il calcio, sono venute a meno molte attività giovanili (tra cui gli scout) ma non c’è più neanche il cinema San Francesco, il bar è chiuso da mesi e la palestra è utilizzata ai minimi storici».

Che futuro ci sarà?«Se il progetto che era stato ipotizzato arriverà a compimento – continua - sono sicuro che il ricreatorio risorgerà. Il problema non è una società che scompare ma sono le strutture che mancano per praticare le varie attività, quindi nel momento in cui il progetto verrà realizzato sono sicuro che rinascerà anche la società sportiva, che farebbe un grande errore cambiare il nome che per quasi 70 ha rappresentato un pezzo della storia della nostra città. Inoltre, intorno al ricreatorio, ci sono degli esercizi commerciali che, causa la desertificazione del “San”, rischiano la chiusura e tante famiglie che non sanno dove mandare i loro figli a praticare le varie attività giovanili. Nel frattempo sono ad invitare tutti coloro che possono e che vogliono la rinascita della “San” di mettersi a disposizione della parrocchia stessa e per quanto riguarda le forze politiche di muoversi per agevolare, per il possibile, la rinascita della “via Gluck” sassolese«. (al. scibona)

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