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Morto in reparto, famiglia ignara: le scuse dell'Ausl

Morto in reparto, famiglia ignara: le scuse dell'Ausl

 Il figlio va a visitarlo in ospedale 10 ore dopo e trova un altro nel letto «Tutto uno scaricabarile, costretto a fare denuncia, perché non accada ad altri» Oggi le scuse dell'azienda sanitaria

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MIRANDOLA. Suo padre era deceduto al mattino alle 9 in ospedale a Mirandola . Quando alla sera si è recato in ospedale a fargli visita, nel letto del padre c’era un altro ricoverato: nessuno aveva avvisato la famiglia della disgrazia, tantomeno che la salma era stata trasferita dieci ore prima alle camere ardenti.

È accaduto ieri e secondo le intenzioni del figlio del paziente deceduto non finirà qui, per evitare che progredisca ulteriormente un degrado della qualità dei servizi già segnalato da più parti nei giorni scorsi da altri utenti. Ad esempio con pazienti convocati da Modena per una visita delicate ed importante e poi rispediti indietro perché il medico era tranquillamente in ferie.

«Quando alle 19 di giovedì sono entrato nella stanza del reparto di lungodegenza - racconta Gabriele, commerciante ambulante di Concordia - nel letto dove era ricoverato da un pio di giorni mio padre c’era un’altra persona. Ho chiesto spiegazioni, le infermiere hanno cominciato a dire che non ne sapevano nulla, si sono chiuse per lungo tempo nella guardiola, telefonando e confabulando. Alla fine nessuno ha avuto il coraggio o il buon senso di dirmi quello che era evidente. Mi hanno mandato dal medico di guardia, in un’altra parte dell’ospedale, e anche qui è stata tutta una melina. Mio padre l’ho trovato alle camere ardenti, in sala vestizione. Dal certificato risalta deceduto alle 9.15 del mattino, se per un disguido di lavoro non fossi stato in grado di andare a trovare mio padre in ospedale, non so quanto tempo mancora sarebbe passato, prima di essere informato. È una vicenda deplorevole, ho preso atto delle scuse del primario, ma devo fare qualcosa perché non accada più ad altri».

La vittima si chiamava Anselmo Varesoli, 80enne ex commerciante, residente a Concordia con la moglie anziana, il figlio e la famiglia di quest’ultimo.

«Era stato operato nelle scorse settimane alla carotide, a Reggio - spiega Gabriele, che è figlio unico - Tutto sembrava a posto poi è sopraggiunto un ictus. È stato seguito e appena possibile trasferito vicino a casa, in lungodegenza a Mirandola. La prima cosa che mi hanno detto è che non sarebbe potuto restare ricoverato più di un mese, ho dato due numeri di telefono e mi sono sempre tenuto il cellulare accanto, anche la notte, perché temevo che potesse anche accadere il peggio. Una certa telefonata in queste situazioni purtroppo la metti in conto. Invece non è accaduto».

«Certo, il primario si è scusato, ma alle camere ardenti ho appreso di una storia analoga. Una persona deceduta nella prima nottata e la famiglia se ne è accorta l’indomani...».

Gabriele ha deciso così di rivolgersi ai carabinieri. «Mi hanno spiegato che ho tempo 90 giorni per una querela. Ho deciso che mi consulterò con un legale. Non lo faccio per soldi o per indennizzi, andrà semmai tutto in beneficenza. Lo faccio perché queste cose non possono accadere. In ogni caso un esposto anche amministrativo è doveroso». (ase)

LE SCUSE DELL'AUSL. E oggi con una nota sono arrivate le scuse dell'Ausl "Siamo profondamente e sinceramente dispiaciuti per quanto accaduto e intendiamo quindi, anche come direzione dell’Ospedale di Mirandola, scusarci pubblicamente. Comprendiamo il disappunto dei familiari per il modo in cui hanno appreso del decesso del loro parente ed anche per questo nella mattinata di oggi abbiamo fatto un’ulteriore verifica per capire prima di tutto quali siano state le ragioni dell’errore. Ciò che è emerso è che il mancato avviso non è dovuto a distrazione o insensibilità degli operatori, quanto piuttosto a procedure non omogenee adottate negli ospedali dell’area nord: da qui è scaturita le gestione non corretta. Nello scusarci nuovamente con la famiglia, concludiamo segnalando che sono già stati introdotti i correttivi necessari per fare in modo che un episodio analogo non possa più verificarsi".

 

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