Prof modenesi “scippati” della cattedra
Amara beffa per decine di precari della nostra provincia scavalcati dalle nuove immissioni in ruolo decise dal governo
Tragedia annunciata per molti precari delle scuole modenesi. A un passo e a pochi giorni dall'assunzione a tempo indeterminato grazie alle 28.649 immissioni in ruolo appena decise dal governo, un esercito di maestri e professori si è visto scavalcare da concorrenti arrivati da altre province e regioni a seguito dell'aggiornamento delle graduatorie triennali.
Molti colleghi vittime di tagli agli organici nelle proprie sedi di origine e titolari di punteggi altissimi hanno tentato il colpaccio abbandonando famiglia e residenza e indirizzando la domanda in province diverse dalla propria privilegiando quelle che il passa parola, e anche appositi software messi a punto negli ultimi tempi, indicavano come ricche di cattedre vacanti.
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Da una nostra inchiesta condotta presso i sindacati di alcune province calabresi e siciliane cui gli aspiranti si erano rivolti in primavera per redigere la domanda triennale avevamo ipotizzato che ci sarebbe stato un esodo verso la nostra provincia specie per elementari, scuola dell'infanzia e sostegno. Leggendo ora le liste si scopre che la graduatoria più coinvolta è quella delle elementari.
Qui si contano 56 nuovi maestri nelle prime 56 posizioni (tutti tranne uno di Pordenone provenienti dal Sud) con la maestra Alba Pandalone (napoletana) da prima in classifica che era fino a pochi giorni orsono e con il ruolo sicuro, viene catapultata alla posizione n. 57. Approfondendo l'analisi si scopre che nei primi 100 posti si contano solo 29 modenesi. Modenesi per modo di dire, visto che chi oggi viene scalzato è spesso un insegnante arrivato da altre regioni già negli anni scorsi, dunque non si tratta di un conflitto tra nord e sud come si potrebbe pensare sbagliando.
E ancora, Caterina Verrini da prima che era diventa invece trentesima, sempre nella scuola primaria, ma per l'insegnamento della lingua straniera. Un altro caso eclatante si riscontra in Educazione artistica alle medie: qui i primi 15 sono tutti nuovi inserimenti mentre gli altri vengono ricacciati in fondo classifica. Cinque nuovi sui primi 5 anche in Italiano e Storia alle superiori e 10 sui primi 12 in Trattamento testi. Casi analoghi sul sostegno nei vari ordini di scuola. Ciò che colpisce gli interessati è l'alto punteggio con cui si posizionano i nuovi arrivati che, lo sottolineiamo, hanno il diritto di soggiornare e lavorare in qualsiasi parte d'Italia anche se è discutibile la successiva probabile richiesta di trasferimento al paese d'origine, possibile per legge dopo tre anni dal ruolo, ma più facile in presenza di figli piccoli e familiari con handicap o con disagi più o meno veri.
Quanto ai punteggi, molti fanno rilevare che se i punteggi sono alti vuol dire che lavoravano: perché allora andarsene in massa tanto che i giornali del Sud stanno titolando sulla presunta scomparsa di professori nelle province meridionali? La ragione è data dai tagli e soprattutto dall'esigua presenza di studenti stranieri, più massiccia e crescente al Nord che fa lievitare il numero dei posti di lavori. Ma c'entrano anche i punti conquistanti in scuole private cui tante volte i si accede senza seguire graduatorie e spesso senza ricevere uno stipendio vero anzi con buste paga fasulle, un fenomeno fatto emergere negli ultimi mesi da Paolo Latella di Unicobas con un dossier inquietante consegnato alle autorità.
Ma veniamo alle proteste. «Sono indignata e schifata da quanto ogni tre anni si verifica nelle graduatorie ad esaurimento primaria - lamenta una maestra sul forum di Orizzontescuola.it dedicato proprio alle graduatorie di Modena - Per quanto io possa ritenere legittimi i trasferimenti in altra provincia, tuttavia, ritengo che questi andrebbero disciplinati. Non è possibile assistere ad inserimenti selvaggi che sconvolgono una graduatoria danneggiando sia docenti, che da anni lavorano in quella provincia, sia la continuità didattica. Circa 55 trasferimenti hanno scavalcato la prima in graduatoria, più altri che si sono inseriti a pettine, ne ho contati 153, un numero impressionante. Quest'anno nelle scuole, alla faccia della tanto osannata continuità didattica, ci saranno nuovi insegnanti che magari non hanno mai messo piede neanche in una scuola statale».
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