Mendicante urla al telefono, le proteste
Fino a un certo punto della mattinata ha chiesto la carità a voce bassa, augurando buona salute a tutti i passanti, poi a un certo punto è squillato il suo telefono cellulare e la donna ha cambiato...
Fino a un certo punto della mattinata ha chiesto la carità a voce bassa, augurando buona salute a tutti i passanti, poi a un certo punto è squillato il suo telefono cellulare e la donna ha cambiato tono, mettendosi letteralmente a urlare.
La scena si è svolta sotto i portici di piazza Martiri qualche giorno fa e ha attirato l’attenzione di passanti e negozianti. Ma se per i primi è stato un momento divertente (non capita tutti i giorni di vedere un mendicante usare il cellulare in quel modo), per chi lavorava nelle botteghe la telefonata “urlata” è stato un disturbo tanto che qualcuno ha minacciato di fare intervenire i vigili urbani per riportare la nomade a un contegno più civile e consono a una mattina di shopping. «Parla una lingua incomprensibile - hanno commentato alcuni passanti - e non si capisce bene cosa abbia da urlare. Di certo è molto arrabbiata, ma dovrebbe avere almeno l’intelligenza di spostarsi e andare in un altro luogo più appartato a fare simili telefonate». L’accattonaggio, lo ricordiamo, è consentito solo se non diventa molesto e non arreca disturbo alla cittadinanza. Se non vengono rispettati questi limiti scatta l’allontanamento.
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