Crisi, iscrizioni negli asili in costante diminuzione
Molte mamme rimaste senza un lavoro hanno scelto di tenere i figli a casa Ora il Comune lancia un sondaggio per conoscere le esigenze delle famiglie
Tendenza al calo confermata anche quest’anno per quanto riguarda le iscrizioni ai nidi e alle scuole d’infanzia, con un trend in diminuzione evidente soprattutto sulla fascia d’età che va dagli 0 a 3 anni, dovuta alla crisi economica e ad un numero maggiore di madri che rimangono a casa da lavorare e, di conseguenza, non accompagnano più i figli presso le strutture comunali. Emerge questo dai primi dati a disposizione dell’assessorato all’istruzione, dopo le iscrizioni all’anno 2014/2015 ai nidi e alle scuole d’infanzia. «Certamente incide in modo forte il dato economico, in particolar modo sulla fascia di bambini che va da 0 a 3 anni – commenta l’assessore comunale all’Istruzione, Stefania Gasparini – Per quanto riguarda i nidi abbiamo 478 iscritti con liste d’attesa sulle graduatorie definitive di zero. Mentre spostandosi alle scuole d’infanzia il dato è di 1417 iscritti con le seguenti liste d’attesa: 18 unità sui 3 anni, 30 sui 4, meno di una ventina sui 5 anni. Richieste che riteniamo di esaudire con l’inizio dell’anno 2014/2015. Il dato di quest’anno è all’incirca allineato con quello dello scorso anno, che conferma un trend in diminuzione delle iscrizioni. Questo perché, nonostante le nostre rette non siano particolarmente esose e siano tutte bilanciate e personalizzate sulla base dell’Isee, la prima cosa che si taglia quando le donne rimangono in famiglia, a casa da lavorare, è il nido. In aggiunta a tutte queste considerazioni, come amministrazione comunale inizieremo a settembre un percorso di analisi, una sorta di censimento, per capire come e perché il dato delle iscrizioni sia in diminuzione, attraverso uno studio della popolazione infantile. Quello che vorremmo indagare, in particolare, è se le famiglie hanno bisogno di una maggiore flessibilità del servizio. Vorremmo capire, in più, se la popolazione infantile è in aumento o in diminuzione rispetto al passato. Dopo tale indagine ragioneremo dunque su eventuali modifiche e miglioramenti da apportare. In ogni caso, partiamo già da buone premesse. Da quanto emerso, infatti, dalle analisi statistiche regionali diffuse da pochi giorni il servizio a Carpi rimane entro una media soddisfacente: la presa in carico sul nido è di 32,5%, abbiamo il dato più alto del distretto, superato solo da Modena città che presenta il 38% di presa in carico, mentre come Unione ci attestiamo al 30,5%. Un altro dato che sottolineo è la presenza del 23,76% di stranieri nelle scuole d’infanzia. Un dato che si conferma una ricchezza perché favorisce l’integrazione». dice l’assessore.
Contemporaneamente, è stato confermato anche l’appalto per la distribuzione del cibo.
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