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Da “peso inutile” a cittadini

Da “peso inutile” a cittadini

La rivoluzione del Coordinamento nazionale costituito a Firenze due anni fa

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Il 21 aprile 2012, dopo quasi 35 anni dall'approvazione della “Legge Basaglia” sulla chiusura dei manicomi, si è costituito a Firenze il Coordinamento nazionale autonomo degli Utenti della Salute Mentale, organismo capace di rappresentare chi vive, in prima persona, tali problematiche e le connesse esigenze di costruzione di percorsi di guarigione. Enormi le implicazioni sociali e politiche di quest'evento: l'auto-organizzazione del Coordinamento rompe con la “tradizione” italiana, in cui i processi di riforma dell'assistenza psichiatrica sono stati sempre guidati da tecnici e intellettuali. I venti utenti che hanno firmato il documento costitutivo del Coordinamento, che in altri tempi sarebbero stati definiti “matti”, adesso sono cittadini che fanno associazionismo e attività sindacale. «Abbiamo creato un Coordinamento che non vuol fare contrapposizione, ma vuole collaborare per superare i limiti dei Servizi di Salute Mentale: l'eccessivo paternalismo, le carenze di risorse e le intollerabili tracce del passato come il contenimento fisico e l'abuso di terapie farmacologiche» commenta la portavoce, Maria Grazia Bertelloni. «Le persone dovrebbero essere spinte a promuovere la loro salute, interagire effettivamente coi servizi per la salute mentale ed essere parte attiva nel percorso di cura. La faticosa assunzione di responsabilità degli utenti, si relaziona con le paure dei familiari e della cittadinanza, coi condizionamenti degli operatori messi in discussione dalla presenza attiva degli utenti, la cui “presa di potere” implica la necessità di un cambiamento totale». Sempre di più gli utenti della salute mentale parlano di sé in prima persona. E questa è una vera rivoluzione. Manuela

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