Gazzetta di Modena

Modena

una foto, una storia

Damian, fotografo per... amore

di Laura Solieri
Damian, fotografo per... amore

Galli, carpigiano d’adozione racconta la sua storia e la scoperta della passione per le immagini»

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CARPI. «Ho iniziato a fotografare per amore, ma non della fotografia: avevo 20 anni e mi piaceva una ragazza del quartiere e quando trovai il coraggio di rivolgerle la parola, mi raccontò che frequentava un corso di fotografia. Io, allora, mi iscrissi subito allo stesso corso, accorgendomi in fretta che il vero amore dentro di me sbocciò verso la fotografia più che verso di lei» sorride Damian Galli, classe 1980, nato a Buenos Aires e vissuto a Neuquen (Patagonia) fino a all'età di 25 anni. «Mio zio, che faceva il fotografo di professione, mi regalò una vecchia Reflex russa con la quale cominciai a coltivare quella che sarebbe diventata la grande passione della mia vita, la fotografia, cercando nei volti e nei corpi delle persone comuni l'essenza dell'essere».

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Dopo aver viaggiato per diversi anni per l'Europa, l'Africa e l'Asia, Damian approda in territorio modenese, dove racconta di aver intrecciato un'importante rete di amicizie e «dove ho trovato e ricercato un luogo di calma e di riflessione per prepararmi a una nuova destinazione, in territorio francese - racconta Galli mostrandoci un'interessante serie di scatti con i personaggi e i luoghi più rappresentativi di Carpi realizzati utilizzando la testa di un manichino che sta a rappresentare qualsiasi cittadino del paese come denominatore comune - A mio parere - prosegue l'artista - la fotografia è una forma d'arte, quindi non credo che le nuove tecnologie l'abbiano danneggiata. A questo proposito, vorrei raccontare il primo scatto che modificò irrimediabilmente il mio rapporto con l'immagine.

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Mi trovavo a fotografare oggetti in casa e mi soffermai a fare qualche scatto alla mia gatta mentre dormiva sotto la luce del sole, quando il mio cane, incuriosito, si avvicinò all'obiettivo dandomi l'occasione di avvicinare agevolmente la sua testa al corpo della gatta. Il cane si arrabbiò subito, ringhiando e mostrando vistosamente i denti ed in quel momento preciso feci lo scatto. Questa foto sarebbe stata una come tante se non fosse che con l'aiuto di Photoshop cancellai la mia mano che teneva la testa del cane in direzione del gatto, creando così il trucco, l'artifizio, che conferiva originalità all'immagine: i due animali assumevano comportamenti inusuali, perché la gatta dormiva tranquillamente mentre un cane le ringhiava accanto».

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Galli racconta che la passione che scaturì da quel primo scatto è ancora viva: «fare coincidere questo grande sentimento con i lavori che a volte mi commissionano non è facile, perché le esigenze commerciali snaturano il mio concetto d'arte. Se dovessi dire quali sono i tre elementi fondamentali da rispettare per fare una bella foto direi "la luce, la luce e la luce" - conclude l'artista - In modo professionale direi la luce come primo elemento e a seguire il soggetto e la capacità di saper "togliere", che non vuol dire non valorizzare ma risaltare».

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