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Pham, il vietnamita che fa da ponte col made in Carpi

di Serena Arbizzi
Pham, il vietnamita che fa da ponte col made in Carpi

Il numero uno degli scambi commerciali tra l’Italia e il Vietnam abita e lavora a Carpi: si chiama Pham Van Hong, ha 57 anni ed è titolare di Pham srl, ditta che sorge in città, precisamente in via...

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Il numero uno degli scambi commerciali tra l’Italia e il Vietnam abita e lavora a Carpi: si chiama Pham Van Hong, ha 57 anni ed è titolare di Pham srl, ditta che sorge in città, precisamente in via Lazio, e si occupa di accessori per il settore tessile/abbigliamento e maglieria. Pham Van Hong è presidente dell’associazione operatori economici vietnamiti in Italia (Assoevi) e, per il 23 agosto, sta organizzando un grande meeting internazionale a Roma, al quale è prevista la partecipazione di oltre 350 uomini d’affari provenienti dal Vietnam, ma non solo. «Sono arrivato in Italia nel 1979 – racconta Pham Van Hong – e in città eravamo solo in due famiglie vietnamite, noi e la famiglia di My Linh Du, la 35enne che pochi mesi fa, proprio a Carpi, ha potuto reincontrare il marinaio che le salvò la vita sulla nave Vittorio Veneto. Più di trent’anni fa, non conoscevamo bene Carpi, ma decidemmo di venirci a vivere perché trovammo lavoro in città». Nel frattempo, Van Hong ha proseguito gli studi universitari di Matematica all’università di Modena e Reggio e quella di Cambridge e, in città, ha lavorato in una tipografia e in un maglificio e nella reception di un hotel, dato che parla cinque lingue. Caratteristica, quest’ultima, che gli è stata molto utile per l’apertura della ditta Pham che «quando non c’era la crisi è arrivata ad occupare anche fino ad una ventina di dipendenti, tutti italiani – prosegue Van Hong – anche per questo credo di avere dato il mio modesto contributo nel favorire l’occupazione locale». Dal suo particolare punto di vista, come valuta la fortissima crisi economica che ha colpito il tessile/abbigliamento carpigiano? «Molti imprenditori, negli ultimi anni, hanno ritenuto conveniente spostare la produzione in Cina – commenta il presidente di Assoevi – Ad oggi, però, chi ha fatto questa mossa si sta rendendo conto che negli ultimi mesi lo scenario è cambiato e non è più così interessante la delocalizzazione in Oriente dal punto di vista della competitività. La ripresa ci sarà, ma avverrà in modo molto lento. Negli ultimi anni, infatti, sul nostro territorio è stato perso l’indotto. Mi spiego. Fino ad una quindicina d’anni fa c’erano tanti lavoratori conto terzisti che servivano le aziende tessili e di maglieria, formando una fitta rete che è stata l’orgoglio di Carpi, creando quel modello unico di fare impresa, invidiato in tutto il mondo. Bene, ricostruire tale indotto non è per niente semplice – conclude Pham Van Hong – ammenochè non si verifichi un reale cambiamento nel sistema Carpi. Oggi sono ancora tantissimi gli imprenditori carpigiani che fanno bene il proprio mestiere. Ma manca qualcosa. Manca la capacità di organizzarsi per ricercare mercati esteri. Serve un ponte tra Vietnam e Italia anche per la moda, un ente che riunisca, banche, politica, associazioni di categoria e imprenditori per andare insieme alla conquista oltreconfine».

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